Si chiama Nella, almeno così è stata registrata in clinica. Un nome provvisorio per una cagnolina anziana, timida, con un occhio non vedente, trovata il 12 gennaio 2026, nel primo pomeriggio, chiusa dentro un sacco di plastica e abbandonata in una scarpata che conduce alla spiaggia,nel territorio di Paola, in provincia di Cosenza.
Una condanna a morte lenta e crudele: soffocamento, dolore, solitudine.
La segnalazione arriva intorno alle 16. La scena che si presenta ai soccorritori è drammatica: la cagnolina è viva, ma sanguinante, ansimante, in evidente stato di sofferenza. Le ferite, compatibili con un incidente, non sono state curate. Al collo indossa un collare verde, ma non è microchippata, in violazione delle norme vigenti.
Sul posto vengono allertati vigili urbani, vigili del fuoco e una pattuglia della polizia di passaggio. Il recupero dell’animale avviene, ma emergono subito le criticità operative: i vigili del fuoco non sono autorizzati al trasporto in clinica veterinaria; i vigili urbani avrebbero dovuto attivare l’ASP, con il rischio di ulteriori, inaccettabili perdite di tempo.
Di fronte alle condizioni critiche di Nella, viene presa una decisione immediata: trasporto diretto in clinica, effettuato personalmente dalla volontaria dell’Enpa di Paola intervenuta sul posto. La destinazione è la Clinica Veterinaria Pegaso di Paola, dove la cagnolina viene subito presa in carico e sottoposta alle prime cure urgenti.
Il ricovero in canile, nella serata stessa, non sarebbe stato compatibile con il suo stato di salute. Nella aveva bisogno di assistenza continua, monitoraggio e cure veterinarie immediate.
Come previsto dalla legge, trattandosi di un animale ritrovato sul territorio comunale di Paola, i costi delle cure dovranno essere sostenuti dall’ente competente. È stata annunciata denuncia formale per l’accaduto: abbandonare un animale in quelle condizioni non è solo un atto di inciviltà, ma un reato.
Quella di Nella non è una storia conclusa. È una vicenda che avrà sviluppi, che verranno raccontati passo dopo passo. Una storia che parla di crudeltà umana, ma anche di responsabilità, intervento e umanità.
Un ringraziamento particolare va alla Clinica Veterinaria Pegaso di Paola, che garantisce assistenza 24 ore su 24, dimostrando ancora una volta professionalità, disponibilità, competenza e una sensibilità che dovrebbe essere patrimonio comune. Per Nella, ora, conta una cosa sola: sopravvivere. E sapere che qualcuno, finalmente, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.


