Al Senato la conferenza organizzata dalla coalizione italiana End the Cage Age con rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione
“Io scelgo un’Italia senza gabbie.” Questo è il messaggio che ha risuonato oggi in Senato, dove rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione hanno trovato un terreno comune: l’impegno condiviso per un’Italia in cui nessun animale allevato a scopi alimentari venga più confinato in gabbia.
La conferenza “Verso un’agricoltura senza gabbie: scienza, etica e politiche per la transizione”, tenutasi oggi presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato, ha rappresentato una testimonianza concreta di quanto il benessere animale e il superamento dell’obsoleto sistema dell’allevamento in gabbia siano temi condivisi e trasversali nel panorama politico e sociale.
Tematiche che sono state approfondite nel corso della conferenza dalle associazioni promotrici – Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane World for Animals Italia, LAV, Legambiente e LNDC Animal Protection – membri della coalizione italiana End the Cage Age*. A moderare l’evento Antonino Morabito, Responsabile nazionale fauna e benessere animale di Legambiente.
Come illustrato durante l’intervento che ha aperto la conferenza, quello della Responsabile Media e Relazioni Istituzionali di Essere Animali, Chiara Caprio, l’opinione pubblica italiana sostiene con convinzione l’abbandono del sistema di allevamento in gabbia. Un sistema crudele, insito nel modello allevatoriale attualmente dominante, che fa soffrire gli animali, come illustrato da Francesca Flati, Responsabile delle Relazioni istituzionali di Animal Equality Italia, e Bianca Boldrini, Campaigner Settore Animali negli allevamenti di LAV sulla base delle video-inchieste svolte dalla organizzazioni negli allevamenti italiani e dei tanti casi seguiti. Una testimonianza ulteriormente valorizzata dalla presenza di quattro pannelli fotografici, che resteranno esposti per una settimana nella sala del Senato, a mostrare le condizioni di estrema sofferenza in cui versano conigli, quaglie, scrofe e galline allevati in gabbia in Italia a scopo alimentare.
Dagli interventi è emersa con maggiore evidenza l’esistenza di un ampio consenso sulla necessità di eliminare progressivamente l’uso delle gabbie dagli allevamenti italiani ed europei; una nuova consapevolezza che si è diffusa fra consumatori e consumatrici, e di cui sono coscienti anche alcune delle più grandi aziende del settore alimentare. Lo ha riportato Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia, che ha presentato alcuni casi studio italiani che vedono protagoniste realtà come Barilla, Ferrero e Fumagalli, che hanno già adottato politiche cage-free, mostrando che le aziende hanno già anticipato i passi dei legislatori.
Anche la comunità scientifica si è espressa sull’incompatibilità delle gabbie con il benessere animale. In recenti pareri scientifici, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha raccomandato l’abbandono dell’uso delle gabbie per galline ovaiole, scrofe impiegate nella riproduzione, quaglie e anatre evidenziando come tali sistemi non siano in grado di garantire condizioni adeguate a tutelare il benessere di queste specie.
“Siamo felici che esponenti politici provenienti da diverse aree abbiano scelto di partecipare oggi e di impegnarsi, insieme a noi, in questa fondamentale battaglia di civiltà,” commentano, in conclusione, le organizzazioni animaliste. “Molte importanti realtà aziendali hanno già dimostrato la fattibilità di un’alternativa alle gabbie, milioni di persone lo chiedono a gran voce e la comunità scientifica lo conferma puntualmente: è tempo di relegare le gabbie impiegate negli allevamenti ai libri di storia. Se, come anticipato**, la Commissione europea presenterà la proposta di eliminazione graduale dell’uso delle gabbie negli allevamenti, l’impegno dei politici oggi presenti sarà fondamentale per costruire un futuro migliore per i milioni di animali che ancora soffrono in gabbia in Italia ogni anno. L’Italia può e deve sostenere l’eliminazione progressiva delle gabbie, appoggiando la proposta della Commissione UE e istituendo anche un fondo di sostegno per la transizione al cage-free.”


