Era sparito nel 2018, senza lasciare traccia. Gino, un pappagallo cenerino a coda rossa, sembrava perso per sempre. E invece no. A fine marzo 2025, è stato ritrovato a Villasanta, in provincia di Monza, e riconsegnato al suo vecchio proprietario grazie all’anello identificativo che ancora portava alla zampa. Una storia fuori dall’ordinario, fatta di resistenza, affetto e un pizzico di mistero.
Avvistamento tra i cavalli
Il primo segnale è arrivato da un cittadino che ha notato uno strano uccello grigio e rosso aggirarsi tra i cavalli del centro ippico Cim di Villasanta. Era un pappagallo cenerino – specie esotica africana – del tutto fuori luogo nel paesaggio lombardo. Che fosse sopravvissuto a sette inverni italiani era già incredibile.
«Quando i nostri volontari lo hanno recuperato, era molto stressato e con il collo spiumato», raccontano dall’Enpa di Monza. Ma aveva ancora l’anello di identificazione: un dettaglio fondamentale per scoprire chi fosse davvero.
Il lavoro dei Carabinieri Forestali
Il caso è passato al Nucleo CITES dei Carabinieri Forestali di Milano, esperti nel monitoraggio delle specie protette. Hanno decifrato il codice sull’anello e risalito la catena: Gino era nato nel 2004 in un allevamento milanese. Lì, in un vecchio registro cartaceo, hanno trovato il nome dell’acquirente: Sergio, residente in provincia di Monza.
Quando i carabinieri lo hanno contattato, Sergio è rimasto senza parole. «È lui. L’ho comprato vent’anni fa. Era scappato nel 2018 e non l’ho più visto», ha raccontato. Aveva sporto denuncia all’epoca, ma nessuna notizia. Fino a quel giorno di marzo 2025.
Finale a sorpresa
Sette anni dopo, contro ogni previsione, Gino è tornato. Magro, stanco, ma vivo. E soprattutto a casa. Una storia vera che sembra scritta per una favola.


