Il lupo nel Parco Nazionale della Majella rappresenta oggi un elemento fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema, contribuendo in modo determinante al contenimento della popolazione di cinghiali, specie alloctona e in forte espansione. Lo ha ribadito il presidente del Parco, Lucio Zazzara (nella foto), nel corso di un’audizione presso la Commissione Politiche Ue della Camera, nell’ambito dell’esame sulla proposta europea di modifica della direttiva 92/43/Cee che riguarda lo status di protezione del lupo (Canis lupus).
La dieta del lupo nella Majella è composta per circa il 95% da cinghiali – ha spiegato Zazzara – con un comportamento predatorio estremamente selettivo ed efficiente, che consente di moderare una specie problematica anche dal punto di vista economico, per i danni provocati e i relativi indennizzi.
Nessuna minaccia per gli animali domestici
L’incidenza di animali domestici nella dieta del lupo della Majella è “assolutamente trascurabile”, inferiore all’1%. Zazzara ha inoltre escluso episodi significativi di aggressività verso l’uomo o attacchi a cani e gatti: “Eventuali casi sospetti sono legati a comportamenti scorretti da parte delle persone, come lasciare cibo incustodito o abbandonare rifiuti alimentari”.
No al declassamento della protezione
Il Parco si oppone con decisione a ogni ipotesi di declassamento dello status di protezione del lupo:
Non solo non è necessario – ha detto Zazzara – ma sarebbe anche dannoso. I lupi hanno ruoli ecologici precisi all’interno dei branchi, ed eliminarli arbitrariamente creerebbe squilibri maggiori.
Compatibilità tra uomo e lupo
Nella Majella convivono da sempre uomo e fauna selvatica. Il Parco ha investito nel dialogo con le comunità locali e gli operatori economici:
Abbiamo costruito alleanze con allevatori e imprese turistiche, alimentando un circuito virtuoso basato su un turismo esperienziale e su produzioni locali compatibili con la tutela ambientale.
Il risultato è una popolazione stabile di 100-110 lupi, monitorata costantemente, che non ha generato conflitti significativi con la popolazione umana. Nei rari casi di esemplari ‘confidenti’, cioè non diffidenti verso l’uomo, sono stati attuati interventi mirati e condivisi con ISPRA e Regione.
Il lupo come indicatore di biodiversità
Zazzara invita a vedere nel lupo un indicatore positivo:
Il successo della specie sul territorio testimonia il recupero della biodiversità, non solo nella Majella ma anche in altre aree. Il nostro lupo, a differenza di altri esemplari nordici più aggressivi, ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento senza generare problemi.


