L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha attivato il suo ufficio legale a seguito dell’uccisione dei due rari ibis eremita avvenuta in Lombardia ed è pronto a costituirsi parte civile tramite l’avvocato Claudia Ricci nel procedimento aperto dalla Procura di Sondrio.
Secondo quanto riportato dalle autorità e dalle agenzie di stampa, l’uccisione dei due esemplari – appartenenti a una specie “in pericolo critico di estinzione” secondo la lista rossa della IUCN – è avvenuta nei giorni scorsi tra le province di Lecco e Sondrio. L’operazione dei Carabinieri forestali, scattata dopo la segnalazione del progetto europeo Life Nbi (Life 20 NAT/AT/000049), ha portato all’individuazione del presunto responsabile, deferito per uccisione di animali, furto venatorio e detenzione abusiva di arma. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati armi, munizioni, dispositivi informatici e il tesserino venatorio dell’indagato.
L’ibis eremita (Geronticus eremita) è una delle specie più rare al mondo: scomparso dall’Europa nel XVII secolo, è oggi oggetto di un delicato progetto di reintroduzione finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life+, che coinvolge Austria, Germania e Italia. In Europa il progetto Waldrapp ha permesso di allevare in cattività alcuni esemplari per poi reintrodurli in natura.
L’Ufficio Legale di Enpa, da gennaio a settembre 2025, ha seguito 931 procedimenti per reati venatori, confermando un trend di crescita preoccupante del bracconaggio e delle uccisioni illegali di fauna protetta.
“Ci troviamo davanti a un gravissimo crimine contro la biodiversità”, dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa. “Chi uccide un ibis eremita non uccide solo un uccello: cancella anni di lavoro scientifico e vanifica progetti europei costruiti per restituire vita a una specie sull’orlo dell’estinzione. Ogni esemplare perso è una ferita per la Natura e per la biodiversità, una macchia per il nostro Paese. È indispensabile che la giustizia intervenga con la massima severità. Non possiamo più accettare che il bracconaggio resti un reato percepito come minore.”
Enpa seguirà l’evoluzione dell’indagine e, come di consueto, garantirà la propria collaborazione alle autorità competenti per ottenere giustizia e pene esemplari per i responsabili.


