Giovane gabbiano ferito da ami da pesca: ora è in cura al Cras Enpa di Genova

Non è raro vedere gabbiani reali planare tra i palazzi di Genova, appollaiarsi sui cassonetti o reclamare con forza i tetti della città come proprio territorio. Con il tempo, questi volatili – un tempo simbolo di libertà – sono diventati presenze quotidiane, a volte poco gradite, nel paesaggio urbano.

Ma dietro la loro aria fiera e i becchi imponenti si nascondono fragilità che spesso sfuggono allo sguardo distratto. Come nel caso dell’ultimo paziente arrivato al Cras Enpa di Genova: un giovane gabbiano reale, soccorso con due grossi ami da pesca conficcati nel becco e nell’ala, e una lenza avvolta attorno al corpo che ne impediva ogni movimento.

Un quadro drammatico, causato con ogni probabilità dall’abbandono irresponsabile di materiale da pesca nei pressi del mare o dei moli cittadini.

Lotta per tornare a volare

Subito dopo l’arrivo al centro, il team del Cras si è mobilitato per liberare il gabbiano dai pericolosi oggetti e stabilizzarlo. L’intervento è stato delicato, ma ora l’animale è sotto stretta osservazione: non è ancora fuori pericolo, ma la speranza di vederlo tornare a volare è viva.

Un richiamo al rispetto della fauna urbana

L’episodio riporta l’attenzione sulla convivenza – spesso problematica – tra uomo e fauna selvatica. I gabbiani reali, adattatisi ai ritmi della città, pagano a caro prezzo la nostra incuria: rifiuti sparsi, esche abbandonate, ami e lenze lasciati incustoditi si trasformano in vere e proprie trappole mortali.

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