Giornata mondiale dell’Ambiente, Enpa: “L’Italia festeggia nel peggiore dei modi, tra consumo di suolo e attacco alla fauna selvatica”

L’Italia festeggia la Giornata mondiale dell’Ambiente nel peggiore dei modi: con una politica caratterizzata dall’indietro tutta.

Mentre non si ferma il consumo di suolo che, tra asfalto e cemento, contribuisce fortemente al surriscaldamento globale, allo stravolgimento del clima e colpisce la salute di tutti, manca qualunque volontà politica di adottare una normativa efficace al riguardo. Nel frattempo si torna confusamente a parlare dell’insostenibile, irrealistico, nucleare e, soprattutto, nel mirino c’è più che mai la fauna selvatica, che sembra rappresentare una priorità per il Governo e la sua maggioranza.

Assistiamo infatti a una deregulation senza precedenti della caccia attraverso lo smantellamento della legge 157/92. In Senato, il disegno di legge 1552, voluto dalla destra, ha concluso il suo iter nelle Commissioni riunite Agricoltura e Ambiente ed è ora atteso in Aula.

Intanto il bracconaggio continua a imperversare e le sanzioni in materia, proprio attraverso il cosiddetto disegno di legge “sparatutto”, sono state addirittura alleggerite.

In una giornata che dovrebbe vedere il massimo impegno della politica in favore di un ambiente sempre più in difficoltà, è significativo che nel nostro Paese si apra il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, divenuta simbolo nazionale e internazionale della violenza contro la fauna selvatica e contro specie rare e preziose come l’orso marsicano.

E proprio in Abruzzo sono ancora in corso le indagini per la recente strage di 23 lupi e di numerosi altri animali selvatici nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

A questo vero e proprio bollettino di guerra contro la natura si aggiunge la violazione delle normative europee, soprattutto per la caccia illegale, praticata anche nei confronti di 19 specie in forte declino. Procedure di infrazione che non è difficile prevedere si concluderanno con una condanna da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e con sanzioni che, ingiustamente, saranno pagate da tutti i cittadini italiani per le eccessive concessioni accordate a un mondo venatorio sempre più ridotto nei numeri, ma sempre più estremista nelle richieste.

Noi, invece, andiamo avanti. Andiamo avanti con la nostra missione di tutela di tutte le altre forme di vita; con i nostri CRAS, i Centri Recupero Animali Selvatici, che ogni giorno accolgono e curano un numero crescente di animali feriti o in difficoltà.

Andiamo avanti con il nostro grande volontariato, sentendoci figli e protagonisti dell’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

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