Giornata della Terra. Pesticidi, allevamenti, specie protette: in Europa pericolosa involuzione.

«Dal mancato giro di vite contro i pesticidi all’esclusione degli allevamenti bovini dalle norme anti-inquinamento, dai tentativi di affossare la legge per il ripristino della natura fino alle pressioni revisionistiche contro le direttive Habitat e Uccelli sulle specie protette, in Europa stiamo assistendo ad una pericolosissima involuzione sui temi della tutela ambientale e degli animali». Lo denuncia l’Ente Nazionale Protezione Animali in occasione della “Giornata della terra” che si celebra oggi, lunedì 22 aprile. «Questa involuzione rischia non solo di allontanare l’Unione dai suoi valori fondanti che, lo ricordiamo, sono uno dei pilastri dell’identità europea, ma rischia anche di creare una profonda frattura con i suoi cittadini. I quali – prosegue Enpa – da sempre si riconoscono in quei valori».

Per anni all’avanguardia nel mondo, Europa è stata un modello per tutte le comunità che si erano prefissate l’obiettivo di aumentare il livello di protezione della natura. Oggi, invece, la pressione di potenti lobby – tra cui quelle degli armieri, dei cacciatori e degli agricoltori – sta portando le istituzioni europee ad intraprendere il percorso di direzione opposta e contraria, abbassando le soglie di tutela. Per effetto di tali pressioni, nei palazzi dell’Europa “che conta” si sta nuovamente imponendo quella visione economicistica e mercificatrice che considera l’ambiente una risorsa da sfruttare fino all’esaurimento, e che ha prodotto i danni irreversibili di cui tutti noi paghiamo il prezzo. Aumento globale delle temperature, fenomeni meteorologici estremi, incremento delle patologie tumorali, inquinamento fuori controllo sono solo alcune delle conseguenze prodotte da questa modalità di considerare il rapporto con il mondo che ci circonda e con gli altri esseri senzienti che lo abitano.

«E’ fondamentale che l’Europa torni a “fare l’Europa”, torni cioè a dettare l’agenda sui temi della protezione ambientale e che non ceda alle lusinghe delle lobby. Ne avremo tutti da guadagnare, sotto il profilo politico e sotto quello economico. Poiché – conclude Enpa – i cittadini europei hanno dimostrato chiaramente di prediligere i prodotti etici, sostenibili e poco impattanti ma, anche e soprattutto, “cruelty free”. Non si spiegherebbe altrimenti la crociata intrapresa da alcuni, in Italia e non solo, contro “le etichette e i cibi veg” a sfruttamento animale zero».

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