Dopo sei mesi trascorsi sotto la tutela dei volontari dell’Enpa di Genova, Fortunata, la piccola volpe ritrovata neonata e infangata lungo una strada sotto la pioggia battente, è tornata finalmente in libertà. L’animale è stato liberato in un’area protetta, scelta con cura per garantire la sua sicurezza e lontana dalle zone frequentate dai cacciatori.
Il percorso di riabilitazione non è stato semplice: i volontari hanno dovuto trovare il giusto equilibrio tra le cure necessarie alla sua sopravvivenza e la necessità di preservarne l’indole selvatica. «La velocità con cui scappa – spiegano dall’Enpa – è segno della sua naturale diffidenza verso l’uomo, un aspetto fondamentale per garantirle un futuro in natura».
Per ridurre al minimo il rischio di imprinting, i volontari hanno adottato accorgimenti particolari: utilizzo di guanti per coprire l’odore umano, maschere con le fattezze di una volpe, silenzio per evitare l’assuefazione alla voce, e contatti limitati allo stretto indispensabile. Un aiuto prezioso è arrivato anche dalla presenza di altri volpacchiotti coetanei, che hanno favorito la socializzazione all’interno della sua specie.
Gli operatori hanno inoltre verificato le abilità predatorie di Fortunata, osservando come inseguiva istintivamente qualsiasi movimento, segnale positivo della sua capacità di adattamento. La scelta della liberazione in autunno non è casuale: è il periodo in cui i giovani esemplari si disperdono e gli adulti risultano meno aggressivi, aumentando così le possibilità per i più giovani di conquistare un proprio territorio.
«Le abbiamo fornito tutti gli strumenti per sopravvivere in natura – concludono i volontari – adesso tocca a lei. Ci auguriamo che il nome Fortunata continui a portarle bene».


