Genova, cucciola di volpe salvata in extremis: la sfida dell’ENPA è farla crescere selvatica per ridarla in natura

Una giovane volpe di appena venti giorni è stata salvata dai volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali di Genova, accolta al Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Campomorone in condizioni critiche. Ora la sfida più difficile: crescerla senza addomesticarla, per poterla restituire alla natura.

L’animale è stato trovato da una coppia mentre vagava da solo nei dintorni di Vobbia, in pessime condizioni e in stato di ipotermia. Secondo gli esperti del centro, la cucciola si era probabilmente allontanata troppo dalla tana durante le prime esplorazioni, perdendosi senza che la madre riuscisse a ritrovarla. «Quando è stata portata da noi – spiegano dall’ENPA di Genova – era ipotermica, disidratata, denutrita e ricoperta di uova di mosca: se non fosse stata trovata, sarebbe morta di lì a poco».

Al CRAS la volpe ha ricevuto le prime cure: fluidi caldi per ripristinare la temperatura e reidratarla, poi la pulizia dai parassiti, non solo uova di mosca ma anche un’infestazione di zecche e pulci. «Con ogni probabilità non mangiava e non beveva da giorni: era debole e poco vivace, con un atteggiamento diverso da quello di una volpe sana». Dopo alcuni giorni di assestamento ha ripreso vitalità e ha iniziato a guadagnare peso.

Adesso comincia il lavoro più delicato. «Dovremo crescerla mantenendo intatta la sua paura nei confronti dell’uomo, per poterla liberare quando sarà cresciuta, dandole tutte le possibilità – concludono dall’ENPA di Genova –. Non sarà un’impresa facile, ma non siamo nuovi a questo genere di sfide».

La tentazione di trattare un cucciolo selvatico come un animale da accudire è comprensibile, ma controproducente: un esemplare che perde la diffidenza verso gli esseri umani non può sopravvivere libero. Il rispetto, in questi casi, significa proprio mantenere la distanza necessaria a garantirle un futuro nel suo habitat.

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