Gatto “ucciso” nella scuola di Gioia Tauro, il ministro Bussetti: il felino sarebbe impazzito e si sarebbe suicidato. Enpa: intervento gravissimo, c’è una indagine in corso

Il gatto morto lo scorso maggio nella scuola Eugenio Montale, a Gioia Tauro (Reggio Calabria), si sarebbe “suicidato”. E’ la conclusione cui giunge il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, rispondendo a una interrogazione parlamentare dell’onorevole Paola Frassinetti seguito di una verifica ispettiva nell’istituto scolastico. Il ministro Bussetti, che evidentemente sarebbe in possesso di informazioni più circostanziate di quelle su cui stanno lavorando i magistrati e che è titolare del potere esecutivo non certo giudiziario, pronuncia la “sua” personalissima sentenza: non luogo a procedere. Perché, secondo il ministro, sia l’ipotesi dell’innocenza del collaboratore scolastico (il gatto imbizzarrito che sbatte la testa contro le pareti secondo quanto detto dall’indagato) sia della sua estraneità ai fatti  sono entrambe “plausibili, ma nessuna delle due comprovabili”.
 
«E’ inaccettabile che il titolare del dicastero dell’Istruzione, senza alcuna prova al riguardo, riconosca una qualche plausibilità a un presunto ed estemporaneo imbizzarrimento del povero gatto. Dovrebbe infatti sapere, il ministro Bussetti, che quando un gatto ha paura, non prende a testate i muri di un edificio scolastico. Quando un gatto ha paura scappa», spiega l’Ente Nazionale Protezione Animali che per la morte del felino ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria.
 
Non meno grave, poi, è la scorrettezza istituzionale di cui si è reso responsabile il ministro. Sui fatti di Gioia Tauro è attualmente in corso un’indagine della magistratura, dunque la situazione avrebbe dovuto consigliare al ministro la massima prudenza. E invece Bussetti non solo compie un’invasione di campo, con una “sentenza di non luogo a procedere” ma arriva a sostenere che nessuno dei bambini avrebbe assistito ai fatti quando invece gli elementi sembrano smentirlo. «E’ tutta la dinamica dei fatti a lasciare sconcertati. Perché – prosegue Enpa – non è stata chiamata la Asl per liberare il gatto dalla palestra? Perché, quando il gatto era in agonia non è stato chiesto l’intervento di un veterinario? Perché il collaboratore scolastico non è stato sospeso in via precauzionale? A queste domande, Bussetti non ha fornito chiarimenti. Aspettiamo lo facciano i magistrati. Sono loro ad avere il polso della situazione giudiziaria, non certo il ministro».

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