Gattina rubata e poi abbandonata nel trasportino vicino a un cassonetto vicino Grosseto. Ora è a casa

C’è chi crede che i lieti fini esistano solo nelle favole. E poi c’è la storia di Donatella, o meglio, di Tata, una gattina che ha dimostrato come l’impegno dei volontari e la forza di un legame possano trasformare una situazione disperata in un inno alla gioia. La sua vicenda, iniziata con un brutale abbandono, si è conclusa con un abbraccio tanto atteso, diventando un simbolo di speranza e un monito contro l’inciviltà.

Qualche giorno fa era stata trovata una gattina abbandonata in un trasportino accanto ai cassonetti, vicino al campo Zauli di Castiglione della Pescaia. Erano 35 gradi, un inferno per qualsiasi creatura. La sua foto, diffusa dalla Sezione Enpa di Grosseto, ha iniziato a fare il giro del web, scatenando una gara di solidarietà e di ricerca.

 

Il “miracolo” di Tata: una Scomparsa, un abbandono e un ritrovamento inatteso

Il miracolo, come lo definisce il suo proprietario, Federico di Castiglione della Pescaia, ha un nome e cognome: Tata. “La gattina era scomparsa la notte tra l’8 e il 9 giugno scorsi nei pressi del Bar Ciro dove abitiamo”, racconta Federico. “La piccina è molto conosciuta nella piazza del bar e ben voluta da tutti. Fa il suo ‘giretto’ e poi torna a casa. O d’estate, come la sera dell’8, staziona sul marciapiede fuori da casa in cerca di un po’ di fresco.”

Dopo ore e giorni di ricerche infruttuose, con post sui social e perlustrazioni serali, la famiglia si era ormai rassegnata al peggio. Finché la svolta: “Una volontaria che collabora con il Gattile Enpa di Grosseto e abita vicino a casa nostra mi ha segnalato il post della nostra micia sulla loro pagina Facebook.”

La gioia, all’arrivo al Gattile di Grosseto, è stata indescrivibile. I volontari hanno spiegato che Tata era stata per alcuni giorni all’interno del campo Zauli, probabilmente sfuggita a chi l’aveva sottratta, e che, essendo molto socievole, giocava con tutti i bambini che frequentavano il campo. “Come sia finita abbandonata in un trasportino con 35 gradi vicino ai cassonetti non lo sappiamo. Quando è stata soccorsa dai volontari era in pessime condizioni e sono state necessarie le cure del veterinario che collabora con l’ENPA,” aggiunge Federico.

Un messaggio di ringraziamento e un appello al rispetto

“Alla fine è stata una storia a lieto fine,” conclude commosso Federico. “Vorrei ringraziare i volontari del gattile che sono stati stupendi e professionali. Gente che mette il cuore in quello che fa.”
Ma il suo messaggio più forte è rivolto a chi, invece, si macchia di gesti così vili: “E mandare un messaggio a certe persone: prima di abbandonare un animale in quelle condizioni è meglio rivolgersi agli enti preposti.”

La storia di Tata è un potente promemoria: l’abbandono è un atto di crudeltà inaccettabile che mette a rischio vite innocenti. L’ENPA, attraverso il lavoro instancabile dei suoi volontari e di tutte le associazioni che collaborano, continua a lottare per dare una seconda possibilità a ogni animale. Se non potete più occuparvi di un animale, rivolgetevi sempre alle strutture competenti: c’è sempre un’alternativa all’abbandono.

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