Fuochi d’artificio vicino al canile: Enpa di Novara: “Animali terrorizzati, qualcuno ha rischiato la morte”

A Novara, la notte del 1° novembre, non è stata solo la festa d’apertura del Luna Park delle Streghe in viale Kennedy. È stata anche, per molti animali, una notte di paura. I fuochi d’artificio esplosi a poche centinaia di metri dal canile sanitario di via del Gazzurlo e dal rifugio Enpa di Novara hanno creato enormi problemi.

“I nostri volontari sono rimasti nei rifugi per cercare di proteggerli: molti animali, terrorizzati, sono stati calmati con farmaci sotto controllo veterinario per evitare crisi di panico e – nei casi più gravi – la morte per spavento”. Il rifugio, secondo quanto riportato, si è trovato a gestire una vera e propria emergenza emotiva tra i cani e i gatti ospitati: animali nascosti nelle cucce, tremanti, alcuni in cerca di fuga, altri paralizzati dalla paura.

L’Enpa sottolinea che l’accensione dei fuochi in prossimità di canili e rifugi viola la normativa T.U.L.P.S., che stabilisce un limite di 500 metri da “luoghi sensibili”. Non solo: ricorda anche che l’articolo 544-ter del Codice Penale punisce chi causa gravi sofferenze agli animali, e che la Legge 281/1991 impone ai Comuni di tutelarne il benessere.

In una nota divulgata via social la Sezione della Protezione Animali di Novara ha parlato di una “decisione inammissibile e pericolosa”.

Il legale dell’associazione è già intervenuto, trasmettendo segnalazioni e documentazione alle autorità competenti per chiedere la verifica delle autorizzazioni rilasciate e l’accertamento di eventuali irregolarità. “Il rispetto degli animali non è un optional. I fuochi non possono essere una festa se qualcuno muore di paura”, è il messaggio rilanciato dall’Enpa.

La testimonianza dei volontari del rifugio è un bollettino di disagio: Gad, Alyssa e Oddy scappavano nelle cucce a ogni boato; Pegaso cercava conforto nelle carezze dei presenti; Peppo tentava di fuggire dal box; il grande Zoris restava immobile in un angolo, paralizzato. Il giorno dopo, dicono, molti animali mostrano ancora comportamenti alterati.

Anche sui social si è sollevata una valanga di critiche da parte dei cittadini, che hanno segnalato casi di cani domestici spaventati, in preda al panico o irrequieti per ore.

L’associazione chiede che in futuro spettacoli simili vengano vietati nei pressi dei rifugi. E ringrazia con forza i volontari e la veterinaria che la sera dell’evento hanno fatto di tutto per contenere il trauma degli animali.

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