È stato trovato solo, spaesato, mentre vagava tra le strade di Finale Ligure, lontano dal suo ambiente naturale e circondato da rumori, persone e pericoli. Protagonista della vicenda è un giovane gabbiano, poi battezzato Quasimodo dai volontari dell’Enpa Savona, che lo hanno soccorso e preso in cura.
Al momento del recupero, però, la situazione è apparsa subito più complessa del previsto. Il volatile presentava infatti una grave malformazione al becco e una zampa deviata, condizioni che rendono particolarmente difficile nutrirsi e muoversi. Una circostanza che ha sollevato subito una domanda tra i soccorritori: come sia riuscito a sopravvivere fino a quel momento.
Nonostante le evidenti difficoltà fisiche, il giovane gabbiano era riuscito a crescere e a resistere in natura. Un segno di quella capacità di adattamento e sopravvivenza che spesso caratterizza gli animali selvatici.
Ora Quasimodo si trova al sicuro nelle strutture dell’Enpa, dove ha iniziato un percorso di recupero e monitoraggio. I volontari lo stanno alimentando con piccoli pesci, più facili da ingerire a causa della malformazione del becco. L’obiettivo immediato è permettergli di recuperare peso e forze.
Il suo futuro resta ancora incerto. Nei prossimi giorni i volontari valuteranno, passo dopo passo, se e in che modo sarà possibile riportarlo in natura, sempre nel rispetto delle sue condizioni e del suo benessere.
La storia di Quasimodo ricorda quanto gli animali selvatici possano essere fragili, soprattutto quando finiscono in contesti urbani, ma anche quanto possano dimostrare una straordinaria capacità di resistenza.
Fondamentale, in questo caso, è stata la segnalazione di chi ha notato il gabbiano in difficoltà e ha deciso di non voltarsi dall’altra parte, permettendo così ai volontari di intervenire in tempo.


