Nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è svolta la conferenza stampa “Fermare la distruzione della natura”, promossa dalla senatrice Dolores Bevilacqua per denunciare i rischi del Disegno di Legge 1552 sulla caccia, attualmente all’esame del Parlamento. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF Italia, insieme a parlamentari del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e ad altre personalità del mondo scientifico e della divulgazione ambientale.
Al centro degli interventi la forte opposizione a un provvedimento definito da più parti come un attacco senza precedenti alla fauna selvatica, alla biodiversità, alle aree protette e ai diritti dei cittadini. Numerosi relatori hanno evidenziato i possibili profili di contrasto con la Costituzione, con le direttive europee e con la Convenzione di Berna, denunciando inoltre il rischio di un ampliamento dell’attività venatoria in luoghi e periodi oggi sottoposti a particolari tutele.
Nel corso della conferenza è stato lanciato un appello alle istituzioni affinché venga fermato l’iter del provvedimento e si apra invece un confronto fondato su evidenze scientifiche, tutela degli ecosistemi e rispetto del patrimonio naturale, considerato un bene comune appartenente a tutti i cittadini e alle future generazioni.
Dolores Bevilacqua (M5S): «Il DDL Caccia è una dichiarazione di guerra alla natura e agli animali»
La senatrice Dolores Bevilacqua ha definito il disegno di legge una vera e propria “dichiarazione di guerra alla natura e agli animali”, sottolineando come il provvedimento rappresenti un sovvertimento dei principi introdotti nella Costituzione con la riforma degli articoli 9 e 41. «Qui non si tratta di essere animalisti, ma di essere persone sensate che hanno a cuore il bene comune», ha affermato. Bevilacqua ha inoltre garantito la totale opposizione delle forze politiche contrarie al testo, invitando a portare la mobilitazione fuori dalle istituzioni: «Le persone devono sapere cosa sta accadendo. Questa battaglia riguarda tutti i cittadini».
Annamaria Procacci, ENPA: «È un attacco alla fauna e ai diritti degli italiani»
Annamaria Procacci, presidente nazionale ENPA, ha definito il DDL 1552 «una dichiarazione di guerra alla natura e alla fauna», ricordando che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e bene costituzionalmente protetto. Procacci ha sottolineato come il provvedimento non minacci soltanto gli animali, ma anche i diritti dei cittadini a vivere la natura in sicurezza. «È un attacco al diritto degli italiani di muoversi serenamente in natura, sulle spiagge, nelle aree demaniali, nei boschi e nelle foreste senza il rischio di ricevere una fucilata», ha dichiarato. La presidente ENPA ha ricordato anche i dati sugli incidenti di caccia, chiedendo l’intervento del Ministro dell’Interno per tutelare la sicurezza pubblica. Forte anche la critica alla lettera della Commissione europea, rimasta nascosta per mesi, e agli emendamenti che, secondo Procacci, non risolvono le gravi criticità del testo. «DDL 1552, io mi oppongo», ha concluso.
Dolores Bevilacqua: «La fauna selvatica non è un ostacolo da abbattere»
La senatrice Dolores Bevilacqua ha aperto i lavori denunciando il carattere politico del provvedimento. «La fauna selvatica non è un ostacolo da abbattere, ma una parte essenziale degli ecosistemi», ha affermato, ricordando come biodiversità e habitat siano già messi a dura prova da cambiamenti climatici, incendi, inquinamento e consumo di suolo. Secondo Bevilacqua, il DDL non tutela i cittadini e non risponde nemmeno alle legittime esigenze degli agricoltori, ma consegna un patrimonio comune agli interessi di pochi. «Progresso non è sparare di più. Progresso è fare di più per preservare e tutelare l’ambiente, la biodiversità e il diritto delle future generazioni a vivere in un ambiente sano».
Mariolina Castellone: «Non si tratta di essere animalisti, ma persone sensate»
La senatrice Mariolina Castellone, relatrice della modifica costituzionale degli articoli 9 e 41 nella scorsa legislatura, ha portato il proprio saluto esprimendo piena condivisione dello sdegno delle associazioni. «Questa è un’autentica dichiarazione di guerra alla natura e agli animali», ha affermato, definendo il DDL un sovvertimento dei principi inseriti nella Costituzione. Castellone ha criticato anche il linguaggio del provvedimento, che parla di protezione della natura e degli animali mentre, a suo giudizio, ne indebolisce le tutele. «Qui non si tratta di essere animalisti, ma di essere persone sensate, che hanno a cuore il bene comune». La senatrice ha quindi assicurato la massima opposizione al testo e ha invitato a portare la battaglia fuori dai palazzi, perché i cittadini conoscano davvero la portata della riforma.
Raimondo Silveri, LAC: «Vogliono riportare indietro di decenni la tutela della fauna»
Raimondo Silveri, presidente nazionale della Lega per l’Abolizione della Caccia, ha denunciato il rischio di distruzione della legge 157/92, che per oltre trent’anni ha garantito un livello minimo di tutela della fauna selvatica. «È incredibile che nel 2026 si voglia tornare alla cattura dei richiami vivi e all’aumento delle specie cacciabili», ha dichiarato. Silveri ha richiamato anche il tema della sicurezza, chiedendo distanze maggiori da strade e abitazioni, non un ampliamento dell’attività venatoria. «Si dovrebbe migliorare la legge, non peggiorarla. Diminuiamo le specie cacciabili, aumentiamo le distanze di sicurezza. Invece vogliono fare l’esatto contrario».
Sabrina Licheri: «Questo DDL smantella trent’anni di tutele»
La senatrice Sabrina Licheri, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura, ha annunciato la presentazione di una questione pregiudiziale per chiedere l’interruzione immediata dell’iter parlamentare del DDL. «Questo provvedimento è gravissimo perché attacca i principi costituzionali e dice al Paese che gli interessi di pochi contano più della tutela dell’ecosistema, della scienza e delle future generazioni». Secondo Licheri, il DDL non riforma nulla, ma smantella progressivamente le garanzie previste dalla legge 157/92. «Una materia così delicata deve essere affrontata con conoscenza, rispetto e scienza, non con le armi, tantomeno con armi sofisticate».
Massimo Vitturi, LAV: «Il Ministro dell’Ambiente dia un segnale di vita»
Massimo Vitturi, responsabile nazionale Area Animali Selvatici della LAV, ha rivolto un durissimo intervento al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Richiamando il giuramento prestato dal ministro sulla Costituzione, Vitturi ha accusato il dicastero di essere rimasto silente davanti allo smantellamento dell’articolo 9. «Ci chiediamo a quale Costituzione facesse riferimento il ministro quando ha giurato», ha dichiarato. Vitturi ha criticato il depotenziamento di ISPRA e il peso attribuito al Comitato Tecnico Faunistico Venatorio, definito privo di reale natura scientifica. «O il ministro non conosce gli impatti del DDL, e sarebbe gravissimo, oppure li conosce e non ha fatto nulla per impedirli. Chiediamo al ministro Fratin un sussulto di dignità: si dimetta».
Gabriella Di Girolamo: «Non svenderemo il patrimonio naturale a una lobby»
La senatrice Gabriella Di Girolamo, capogruppo M5S in Commissione Ambiente, ha ribadito l’opposizione al provvedimento e il lavoro svolto insieme alle associazioni per impedirne l’approvazione nel silenzio generale. «Non ci rassegniamo all’idea di svendere il patrimonio naturale del nostro Paese per volontà di una piccola lobby», ha affermato. Di Girolamo ha ricordato che la maggioranza avrà i numeri per decidere, ma non potrà dire di non essere stata avvisata delle criticità del testo. «Difendere la biodiversità e tutelare la fauna selvatica significa difendere un patrimonio che non abbiamo ereditato dai nostri padri, ma preso in prestito dai nostri figli».
Alessandro Polinori, LIPU: «L’Italia non può rispondere alla crisi della biodiversità con più caccia»
Alessandro Polinori, presidente della LIPU, ha definito il DDL 1552 un attacco senza precedenti alla fauna selvatica e alle rotte migratorie. «Viviamo una situazione paradossale: crisi climatica, crisi della biodiversità, incendi, e l’Italia sceglie di indebolire gli strumenti di tutela della natura». Polinori ha denunciato il rischio di consegnare la fauna selvatica a una minoranza sempre più ridotta ma ancora capace di condizionare l’agenda politica. Forte la critica anche ai richiami vivi e al ridimensionamento del ruolo di ISPRA. «La biodiversità è un bene comune, come l’aria e l’acqua. Non può essere consegnata agli interessi di pochi».
Aurora Floridia: «Siamo davanti a un teatro dell’assurdo»
La senatrice Aurora Floridia, presidente del Network per un ambiente sano del Consiglio d’Europa, ha parlato di «teatro dell’assurdo» davanti a un provvedimento che arriva nel pieno della triplice crisi planetaria: perdita di biodiversità, inquinamento e cambiamento climatico. Floridia ha ricordato di aver presentato una segnalazione al Consiglio d’Europa con nove criticità del DDL rispetto alla Convenzione di Berna. «È di oggi la notizia che il presidente del Comitato permanente della Convenzione di Berna ha inviato una lettera formale al Ministro dell’Ambiente chiedendo chiarimenti sull’iter del disegno di legge». La senatrice ha annunciato la disponibilità a proseguire nelle sedi europee e internazionali se il Governo andrà avanti.
Domenico Aiello, WWF Italia: «Questa è un’emergenza democratica»
Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della natura del WWF Italia, ha inserito il DDL 1552 in una più ampia politica filovenatoria portata avanti negli ultimi anni. «Questo disegno di legge non è un caso isolato», ha affermato, ricordando i numerosi interventi normativi già approvati sulla legge 157/92. Aiello ha denunciato un problema democratico e istituzionale, sostenendo che il Governo subisca il condizionamento delle lobby venatorie. «C’è qualcuno che scrive per il Governo, dalla prima bozza del DDL fino agli ultimi emendamenti». Ha inoltre richiamato le procedure d’infrazione europee e il tema delle sanzioni per i reati venatori, accusando l’esecutivo di arretrare anche su modifiche minime. «Chi approverà questa legge sarà complice del provvedimento più impopolare della storia».
Peppe De Cristofaro: «Bisogna cancellare queste norme e costruire un’alternativa»
Il senatore Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, ha confermato la piena adesione di AVS alla battaglia contro il DDL Caccia. «Condividiamo fino in fondo le ragioni di questa conferenza stampa e dell’opposizione molto forte che abbiamo fatto e continueremo a fare», ha dichiarato. De Cristofaro ha sottolineato l’importanza di accompagnare l’azione parlamentare con una mobilitazione forte nel Paese, per inchiodare Governo e maggioranza alle proprie responsabilità. Guardando alla fine della legislatura, ha invitato le forze progressiste ad assumere un impegno netto con gli elettori: «Bisognerà cancellare queste norme e proporre al Paese un’idea radicalmente diversa sul rapporto con ambiente, biodiversità e natura».
Licia Colò: «Gli uccelli migratori sono un patrimonio di tutti, non un bersaglio»
Nel messaggio inviato alla conferenza stampa, la giornalista e divulgatrice Licia Colò ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze del DDL sulla fauna migratoria. «Gli uccelli migratori rappresentano uno dei fenomeni più straordinari della natura e un patrimonio che appartiene a tutti noi», ha scritto. Colò ha criticato in particolare il ritorno dei richiami vivi: «L’idea che animali selvatici vengano catturati e tenuti in gabbia per attirarne altri destinati all’uccisione è difficile da conciliare con la sensibilità ambientale che la nostra società ha sviluppato negli ultimi anni». La natura, ha concluso, «non è una risorsa da sfruttare sino all’ultimo, ma un’eredità da custodire».
Francesco Petretti: «Non possiamo spiegare ai nostri figli che un uccello libero debba vivere in gabbia»
Il biologo e ornitologo Francesco Petretti, in un messaggio letto durante l’incontro, ha richiamato il profondo cambiamento culturale maturato in Italia negli ultimi decenni. «Una nazione intera, dai bambini agli anziani, ha sviluppato una sensibilità e un rispetto nei confronti della natura che anni fa sarebbero stati impensabili». Secondo Petretti, il DDL rischia di riportare il Paese indietro di mezzo secolo, reintroducendo pratiche come i richiami vivi e indebolendo il rispetto per la nidificazione. «Cosa dovremmo spiegare a figli e nipoti cresciuti nel rispetto della natura? Che un uccello libero può finire in una minuscola gabbia? Nessun bambino potrebbe comprenderlo».
La chiusura: «Difendere la natura significa difendere il futuro»
A chiudere la conferenza stampa è stata Dolores Bevilacqua, che ha ringraziato relatori, associazioni e partecipanti, ribadendo la necessità di contrastare un provvedimento definito retrogrado e fuori dal tempo. Richiamando gli interventi sui richiami vivi, Bevilacqua ha definito questa pratica «crudele» e incompatibile con una moderna visione del rapporto tra esseri umani e natura. L’incontro si è concluso con un appello a proseguire la mobilitazione dentro e fuori dalle istituzioni, affinché la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e degli ecosistemi non venga sacrificata agli interessi di una minoranza.
Un fronte comune per difendere biodiversità, legalità e diritti
Nonostante sensibilità e ruoli diversi, tutti gli interventi hanno condiviso un messaggio comune: il DDL 1552 rappresenta, secondo associazioni e parlamentari intervenuti, un arretramento culturale, ambientale e giuridico che rischia di compromettere decenni di progressi nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità. Dalla difesa della Costituzione alla sicurezza dei cittadini, dal rispetto delle direttive europee alla salvaguardia degli ecosistemi, il confronto ha evidenziato la volontà di proseguire la mobilitazione dentro e fuori dalle istituzioni per impedire l’approvazione di una riforma considerata incompatibile con le sfide ambientali del nostro tempo.


