Enpa Voghera lancia allarme: a Medassino scomparsi otto gatti e Miele ferito da un laccio da bracconiere

Un laccio da bracconiere stretto attorno al corpo di un gatto. Una scena agghiacciante che conferma un sospetto terribile: a Medassino c’è qualcuno che sta volontariamente uccidendo i gatti delle colonie feline. A denunciarlo è l’Enpa di Voghera, che dopo settimane di misteriose sparizioni ha soccorso un micio ferito in modo crudele.

Il gatto si chiama Miele, fa parte di un gruppo regolarmente censito dalla ATS, sterilizzato e seguito quotidianamente dai volontari. È stato ritrovato in condizioni gravissime, con un laccio da bracconaggio conficcato nei fianchi – un tipo di trappola illegale usata per catturare e uccidere animali selvatici. Se non fosse stato per l’intervento tempestivo delle volontarie, che lo hanno recuperato nel cuore della notte dopo ore di appostamento, Miele sarebbe morto lentamente, stritolato dal nylon.

Un atto deliberato e crudele

Secondo l’Enpa di Voghera non si tratta di un episodio isolato. Nei giorni precedenti, nella stessa colonia felina alla periferia di Voghera, sono spariti 7 o 8 gatti. L’ipotesi più accreditata è che qualcuno stia deliberatamente eliminando i felini ritenuti “scomodi” con modalità brutali.

«Non è la prima volta che recuperiamo animali in queste condizioni – ha dichiarato Maria Grazia Centelli, presidente dell’Enpa di Voghera –. Il laccio di nylon utilizzato stringe sempre di più, è indistruttibile, e provoca una sofferenza atroce. Siamo allibiti davanti a tanta malvagità.»

Miele è salvo, ma il pericolo resta

Ora Miele è al sicuro nel gattile dell’Enpa. Fortunatamente non ha riportato danni interni, ma la sua guarigione sarà lunga. «È un miracolo che sia vivo», dicono i volontari, ancora scossi per quanto accaduto. L’associazione invita tutti i cittadini a prestare massima attenzione e a segnalare immediatamente movimenti sospetti o avvistamenti anomali.

Il post pubblicato dall’Enpa di Voghera sui social è un atto di denuncia, ma anche un durissimo sfogo contro chi perpetra simili atrocità:

“Dobbiamo mantenere una certa eleganza istituzionale, ma come potremmo definire individui capaci di simili atti? […] La malvagità è un disvalore trasversale che colpisce tutte le creature, umane incluse.”

L’appello: “Chi sa, parli”

L’Enpa chiede quindi a gran voce la collaborazione di chiunque abbia informazioni utili. Le immagini, troppo crude per essere mostrate integralmente, sono state parzialmente pubblicate sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Nel frattempo, la struttura è al limite: 97 ingressi da inizio anno, abbandoni in aumento e continue segnalazioni di animali scomparsi.

«Tenete gli occhi aperti – avverte Centelli –. Perché nessuno può sentirsi al sicuro in una città dove un laccio può diventare strumento di tortura. E chi oggi fa del male a un animale, domani potrebbe farlo a chiunque.»

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