Importante operazione antibracconaggio per Enpa Salerno, impegnata in prima linea insieme alle Guardie Giurate Ambientali di Accademia Kronos e al Nucleo Carabinieri Forestali di Giffoni Valle Piana, nell’ambito delle attività di contrasto ai reati venatori nella provincia di Salerno.
L’intervento, che rientra in un più ampio progetto di prevenzione e repressione del bracconaggio attivo fino a settembre inoltrato, ha visto coinvolte tre squadre di agenti venatori e volontari Enpa. Dopo ore di appostamenti e ricerche tra la piana del Sele e i monti Picentini, il team ha individuato in località Coriano (Giffoni Valle Piana) un sofisticato richiamo acustico per quaglie, nascosto tra la vegetazione e montato su un albero di quercia.
Nonostante l’apparecchiatura fosse rinchiusa in una cassetta blindata, fissata su cemento armato e realizzata per resistere ai tentativi di recupero, la determinazione degli operatori ha avuto la meglio. Grazie all’intervento di una squadra specializzata, il dispositivo è stato recuperato e messo sotto sequestro: un richiamo digitale completo di scheda USB, batteria da 12 volt, cassa acustica, timer e la stessa cassetta blindata con serratura a cassaforte.
“Questo intervento è un segnale chiaro: l’Enpa c’è e non abbassa la guardia di fronte ai crimini contro la fauna selvatica,” commentano dalla sezione Enpa di Salerno. “Il bracconaggio non è solo una violazione delle leggi, ma un attacco diretto alla biodiversità e all’equilibrio del nostro territorio. Grazie alla collaborazione con i Carabinieri Forestali stiamo facendo la differenza.”
In Campania, l’uso di richiami acustici è vietato anche senza attività di caccia manifesta, secondo la legge regionale n. 26/2012. Per questo motivo, Enpa e partner continueranno le attività di monitoraggio installando foto-trappole in alcune delle aree già segnalate, per riuscire a cogliere sul fatto i responsabili e dissuadere ulteriori illeciti.
Enpa Salerno ringrazia l’Arma dei Carabinieri Forestali per il costante impegno a tutela dell’ambiente e sottolinea come queste operazioni siano fondamentali non solo per la protezione della fauna migratrice – come le quaglie, particolarmente vulnerabili in questo periodo – ma anche per rafforzare la cultura della legalità e del rispetto per gli animali.
“Operazioni come questa mostrano che con determinazione, collaborazione e attenzione possiamo contrastare pratiche illegali e proteggere il nostro patrimonio naturale. È un lavoro che facciamo ogni giorno, sul campo, per gli animali e per la nostra comunità.”


