L’Ente Nazionale Protezione Animali ha presentato una diffida formale al Comune di Roma chiedendo l’immediata sospensione delle operazioni di abbattimento e potatura degli alberi in numerosi quartieri della Capitale, come ad esempio Monteverde e l’EUR, perché condotte in un periodo dell’anno incompatibile con la vita e la tutela dell’avifauna.
“Dal mese di marzo a tutto luglio — ricorda Enpa — si svolgono le fasi cruciali della riproduzione, della nidificazione e della dipendenza dei piccoli dai genitori, tutte rigorosamente protette dalla direttiva europea ‘Uccelli’ 2009/147/CE, dalla legge nazionale 157/1992 e, non da ultimo, dallo stesso Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano del Comune di Roma, varato nel 2021”.
Nonostante ciò, abbattimenti e potature continuano senza sosta, provocando non solo gravi danni agli animali selvatici, ma anche forte malessere e opposizione tra i cittadini, mobilitati in comitati locali nei quartieri più colpiti. “Chiediamo al Comune di Roma di assumersi la responsabilità della tutela della biodiversità, che oggi è un bene costituzionalmente protetto dall’articolo 9 della Carta”, sottolinea l’Enpa. “La biodiversità non è un concetto astratto: è la vita preziosa che ci circonda e che, come si è visto, sta molto a cuore ai romani”.
Enpa ricorda inoltre che le ordinanze sindacali prive di una motivazione fondata su una precisa istruttoria e che non abbiano valutato metodi alternativi non cruenti sono da ritenersi illegittime. Di conseguenza, l’abbattimento o la distruzione di animali senza reale necessità può configurare il reato di uccisione di animali.
“Non ci opponiamo alla gestione del verde quando necessaria per la pubblica sicurezza, ma pretendiamo che siano rispettati i vincoli di legge e i diritti della fauna selvatica. Roma deve essere una città che protegge la sua biodiversità, non che la cancella”.


