Sabato 14 giugno si è svolta una cerimonia carica di emozione e significato: la liberazione di volatili selvatici precedentemente recuperati, curati dall’Enpa di Trieste e ora pronti a tornare in natura. L’evento, raccontato dalla giornalista Micol Brusaferro con immagini di Andrea Lasorte per Il Piccolo, mette in luce il lavoro silenzioso ma instancabile dei volontari Enpa .
Tra i protagonisti, una trentina di merli e diversi picchi – specie particolarmente presenti nelle ultime settimane – che volano via liberi tra i rami. Ma i numeri non finiscono qui: tra maggio e giugno, sono stati 460 gli uccelli soccorsi dalla sezione cittadina, un vero tour de force per la Protezione animali di Trieste .
Una notte di grande rilascio: allocchi e gufo reale
La liberazione non si è limitata ai piccoli passeriformi. Durante la scorsa notte, altri tre rapaci sono stati rimessi in libertà: due allocchi e un gufo reale, simboli potenti della biodiversità e dell’ecosistema locale. Un risultato straordinario per chi ogni giorno si prende cura delle specie più fragili.
Le parole di Gianfranco Urso
Intervenuto per l’occasione, Gianfranco Urso, punto di riferimento storico per l’Enpa triestina, ha raccontato l’impegno costante nel recupero e nella riabilitazione. Ha sottolineato l’importanza del reinserimento in natura come ultimo, fondamentale gesto di rispetto verso gli animali. L’intervista conferma lo stato di salute dei volatili e l’efficacia del percorso di recupero, evidenziando come cura, attenzioni veterinarie e passione dei volontari facciano davvero la differenza .
Enpa di Trieste: sempre in prima linea per la fauna selvatica
L’episodio sottolinea una verità concreta: l’operato dell’Enpa non è solo emergenza, ma prevenzione e modello di convivenza fra uomo e natura. Un’attività che richiede competenze, dedizione e cuore, capaci di trasformare ferite ambientali in ali di rinascita.


