Partiranno il 19 novembre i nuovi corsi gratuiti promossi dall’Enpa di Trieste. Un’opportunità aperta a tutti per formarsi nel campo del volontariato e imparare a interagire correttamente con animali selvatici e domestici. A spiegarne contenuti e obiettivi è Patrizia Bufo, presidente della sezione triestina dell’Ente nazionale protezione animali.
Tre appuntamenti per conoscere, capire, proteggere
Gli incontri si terranno nella Sala Conferenze di via Marchesetti 10/4, ogni mercoledì dalle 17 alle 19, con il seguente calendario:
•19 novembre: “Linee guida sulla gestione degli animali ricoverati” con la dott.ssa Diana Bartoli, medico veterinario;
•26 novembre: “Zoonosi, situazione attuale, traffico di animali nazionale e internazionale” con il dott. Paolo Zucca, medico veterinario;
•3 dicembre: interventi di Patrizia Bufo e Gianfranco Urso, fondatore della struttura triestina.
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione via mail a:
📧 protezioneanimaliazt@yahoo.it
📧 info@enpa-trieste.it
La sede triestina dell’Enpa è un centro complesso: un Cras(Centro Recupero Animali Selvatici) autorizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Ogni anno gestisce oltre 3.000 animali di tutte le specie, dal piccione al capriolo. Attualmente il centro si avvale di 25 volontari e tre veterinari liberi professionisti.
“Il nostro centro ospita un ambulatorio veterinario, un’oasi faunistica di 80.000 mq e un servizio di pronto soccorso. Lavorare in questo contesto richiede competenze specifiche, soprattutto su temi sanitari e zoonosi, per la sicurezza sia degli animali che degli operatori umani,” spiega Bufo.
Formazione per agire con consapevolezza
L’obiettivo dei corsi è formare volontari preparati, in grado di interagire correttamente con gli animali. “Un cucciolo di capriolo trovato nel bosco, per esempio, può sembrare indifeso, ma toccarlo con le mani può condannarlo: il contatto umano compromette il suo reinserimento in natura e può essere anche un rischio sanitario.”
Igiene, prevenzione, zoo-profilassi, conoscenza delle specie e delle esigenze specifiche: questi i pilastri della formazione. “Pulire una lettiera non è solo un compito semplice: le feci vanno analizzate, si usano prodotti disinfettanti diversi a seconda delle specie, serve precisione.”
Un impegno concreto, flessibile ma serio
I volontari possono scegliere a cosa dedicarsi: cura degli animali, gestione del bosco, manutenzione dei recinti, raccolta delle verdure per la loro alimentazione, assistenza in infermeria o nella riabilitazione dei nidiacei — i piccoli caduti dal nido, da accudire ogni ora e mezza, ciascuno con la sua dieta personalizzata.
L’unica richiesta? Una disponibilità di almeno 6 ore settimanali in fascia oraria 8-20, per un periodo minimo di 12 mesi. “Non è un hobby, è un’attività che richiede costanza e organizzazione,” sottolinea Bufo.
Non solo fauna selvatica
Il centro accoglie anche animali domestici non convenzionali, come cavie, conigli e uccelli, spesso rimasti soli dopo la morte dei proprietari. Non ci sono canili o gattili per normativa, ma è attivo un servizio per la sterilizzazione dei gatti.


