Enpa di Trieste accoglie in cucciolo di lepre e ricorda gli accorgimenti da prendere in questo periodo

E’ arrivato il periodo del risveglio della natura e degli animali in letargo, ma anche, con un po’ di anticipo, il periodo della riproduzione e delle cove. Il Cras Enpa di Trieste ha accolto un cucciolo di lepre ieri, debilitato e riverso su un fianco. Immediatamente stabilizzato con terapie, si sta riprendendo ed ha preso il primo pasto a biberon con latte in polvere da ricostituire, adatto ad ungulati ed erbivori in genere, al momento pesa 102 grammi.

L’Enpa di Trieste ricorda in un post come comportarsi in questo periodo di nascite. “I cuccioli di lepre, nella maggioranza dei casi – ricorda l’Enpa di Trieste – non sono abbandonati dalla madre che li nasconde nell’erba, mai tutti insieme (di solito ne nascono tre), ma a distanza l’uno dagli altri in un grande semicerchio. E’ azzardato ed incauto, pertanto, prelevarli dall’erba, se non in casi particolari. Diversa l’attenzione che si deve porre se invece vengono trovati feriti o ai margine di zone trafficate da automobili. Rammentiamo che le lepri abbandonano il loro rifugio soltanto all’ultimo momento, rimangono spesso immobili nell’intento di mimetizzarsi per sottrarsi ad una possibile predazione e confidano nella loro velocità di fuga. E’ chiaro che questo comportamento, specializzato nel tempo, parzialmente valido nei confronti dei predatori naturali, è inefficace nei confronti dei mezzi meccanici, quali tagliaerba o tosatrici”.

Accorgimenti da prendere quando si usano tagliaerba e tosatrici

Per limitare le “vittime” delle attività nei prati o giardini di case si possono attuare dei semplici accorgimenti operativi che facilitano l’allontanamento dal pericolo ed aumentano la possibilità di fuga degli animali selvatici. Nelle operazioni di sfalcio, ad esempio, è preferibile iniziare i lavori al centro del prato continuando poi verso la periferia, in modo da offrire più vie di scampo agli animali che, altrimenti, piuttosto che dirigersi verso zone “scoperte” dove non possono mimetizzarsi, rimangono immobili e vittime dei mezzi meccanici. Un ulteriore accorgimento possibile è la riduzione della velocità di lavoro, in tal caso il rumore della macchina utilizzata e la lentezza dell’avvicinamento danno maggiore possibilità di fuga alla fauna selvatica.

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