Al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova è tempo di preparativi per l’inverno, anche per i piccoli ospiti più teneri e, al tempo stesso, più vivaci: i ghiri. Sono tra gli animali più amati dai volontari, ma anche tra i più impegnativi da gestire. Quando dormono ricordano dei morbidi pompon, ma da svegli non esitano a difendersi mordendo chi cerca di curarli. Ora, con l’arrivo del freddo, anche per loro è arrivato il momento di rallentare e prepararsi al letargo.

I ghiri pronti per la libertà
Come spiegano i volontari del centro, i ghiri arrivati a fine estate – spesso cuccioli rimasti orfani o feriti – sono stati allattati, svezzati e ora hanno raggiunto il peso e le condizioni ideali per essere liberati nei boschi.
La liberazione avviene in questo periodo proprio per permettere loro di ambientarsi e trovare un rifugio naturale dove trascorrere i mesi freddi in sicurezza.

Chi resta al centro per l’inverno
Non tutti, però, sono ancora pronti a tornare in libertà. I ghiri più tardivi, che non hanno ancora raggiunto il peso adeguato o necessitano di ulteriori cure, trascorreranno l’inverno al Cras Enpa di Genova, ma non all’interno della struttura principale.
“Se restassero al caldo, rischierebbero di saltare il letargo”, spiegano i volontari.
Per loro è stato allestito uno spazio esterno dedicato, un box attrezzato con tronchi, rami e rifugi imbottiti. Qui, in condizioni più naturali, potranno prepararsi al sonno invernale.

Un rifugio accogliente e “a misura di ghiro”
Ogni giorno i volontari portano nel recinto cibo fresco, fieno e foglie, in modo che i piccoli possano costruirsi da soli il loro nido, ma con la sicurezza di avere risorse a disposizione durante l’inverno.
Un equilibrio perfetto tra libertà e protezione, che consente agli animali di conservare i comportamenti naturali senza rinunciare all’assistenza di chi li ha curati.


