Il Parco regionale dell’Adamello rischia di essere mutilato. È questo il rischio concreto legato al progetto, sostenuto da alcuni amministratori locali, che punta a ridurre l’estensione dell’area protetta, portandone i confini a quota 1600 metri, al limite della vegetazione arborea.
Una proposta che – secondo l’Enpa di Brescia, Chimera, LAC Brescia e Lipu Brescia – rappresenta l’ennesimo attacco al territorio, al suo patrimonio naturale e al benessere della fauna selvatica che in quelle zone trova rifugio e habitat vitali.
Il piano, contestato dalle associazioni, mira a escludere dai vincoli ambientali ampie aree boschive e zone di pregio naturalistico, lasciando protette solo le praterie d’alta quota. Un’operazione che, di fatto, priverebbe di tutela gli ecosistemi più ricchi e complessi, per facilitare interventi urbanistici, infrastrutturali e nuove edificazioni.
“Ridurre il Parco significa tradire la sua stessa missione. Un’area protetta non può essere gestita a colpi di metri sul livello del mare, escludendo porzioni di territorio fondamentali per la fauna, la flora e per il benessere dell’intera comunità”, affermano le associazioni.
Per l’Enpa di Brescia, il vero valore del Parco dell’Adamello non risiede solo nei suoi scorci più alti, ma nell’insieme di habitat interconnessi che comprendono boschi, radure, corsi d’acqua, pascoli e foreste. Ecosistemi che ospitano cervi, orsi, lupi, rapaci, piccoli mammiferi e uccelli che non possono essere confinati a quote superiori ai 1600 metri.
“Proposte come questa rispondono a logiche di corto respiro – affermano le associazioni –. Non sono le seconde case o le strade a portare turismo e sviluppo durevole, ma la capacità di conservare e valorizzare un ambiente sano, integro e autentico. Ridurre il Parco significa svendere il futuro del territorio.”
Enpa di Brescia, insieme alle altre associazioni firmatarie dell’appello, invita cittadini, amministrazioni e comunità locali della Valcamonica a respingere questo progetto e a difendere con forza il Parco dell’Adamello nella sua interezza, come risorsa non solo ambientale, ma anche economica, sociale e culturale.
Il Parco dell’Adamello non può essere ridotto a un recinto d’alta quota. Deve restare un polmone verde vivo, inclusivo, accessibile e tutelato per le future generazioni.


