Enpa chiede controlli più severi su licenze venatorie. L’infrazione dell’Italia conferma problema strutturale

La decisione della Commissione Europea di avviare una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento della direttiva sulle armi da fuoco è l’ennesima conferma di una falla normativa che Enpa denuncia da tempo: nel nostro Paese ottenere un porto d’armi per uso venatorio è incredibilmente più semplice rispetto al percorso richiesto per il porto per difesa personale.

«Chi vuole un’arma – sottolinea Enpa– prende la strada più breve, quella della licenza per la caccia, che presenta meno controlli e meno requisiti, nonostante implichi comunque la possibilità di detenere strumenti potenzialmente letali. Il paradosso è che proprio i fucili da caccia, concessi con queste licenze, sono stati spesso usati in crimini efferati, compresi omicidi e femminicidi.»

Il fatto che in Italia sia ancora consentito l’uso di armi da fuoco a persone molto anziane – persino ultraottantenni e novantenni – è un ulteriore segnale di allarme. Manca un sistema di verifica periodica adeguato delle condizioni psicofisiche dei titolari di licenza venatoria, e questo rappresenta un rischio concreto per la sicurezza pubblica.

La procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea richiama l’Italia ai suoi doveri: applicare standard più rigorosi nella regolamentazione e nel controllo delle armi civili, come previsto dalla direttiva comunitaria. Tra gli aspetti critici segnalati, anche la mancata corretta implementazione delle norme sulla marcatura delle armi e sulla tracciabilità, strumenti essenziali per contrastare il traffico illecito.

Enpa chiede quindi che il Governo italiano colga questa occasione per rivedere a fondo l’intero impianto normativo sul rilascio e sulla detenzione delle armi da fuoco, a partire proprio dalle licenze per uso venatorio, troppo spesso usate come scorciatoia per eludere i controlli più stringenti.

Non si tratta solo di tutela animale, ma di protezione della vita umana e della sicurezza collettiva.

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