Con la primavera arriva anche uno dei periodi più delicati per la fauna selvatica. A lanciare l’allarme è Enpa di Brescia, che nelle ultime settimane ha registrato un aumento degli interventi legati alla mortalità giovanile tra i piccoli animali selvatici. Potature, sfalci del verde pubblico, predatori liberi sul territorio e inconsapevolezza da parte dei cittadini stanno mettendo in pericolo le nuove cucciolate.
L’ultimo caso, emblematico della stagione, riguarda una cucciolata di silvilaghi – piccole lepri selvatiche – aggredita da un giovane cane lasciato libero. Dei quattro cuccioli, soltanto uno è sopravvissuto.
“È stata una scoperta dura anche per il proprietario del cane, che per la prima volta si è trovato di fronte all’istinto predatorio del proprio animale – raccontano i volontari Enpa –. Un momento di paura e frustrazione, con un epilogo molto triste.”
Il cucciolo sopravvissuto, visibilmente ferito, è ora sotto le cure dei volontari e sta rispondendo positivamente ai trattamenti.
La primavera è una trappola invisibile
Ogni anno, Enpa ricorda come il periodo tra aprile e giugno rappresenti una fase critica per i nidiacei, i piccoli di mammiferi e molte specie selvatiche. L’intervento umano, anche quando in buona fede, può provocare danni irreparabili.
Potature e tosature indiscriminate, l’utilizzo di macchinari nel verde urbano, o semplicemente il mancato controllo degli animali domestici possono tradursi in perdite devastanti per la biodiversità locale.
Cosa fare (e non fare)
Enpa invita i cittadini a prestare attenzione:
•prima di potare siepi o sfalciare prati, controllare la presenza di nidi o cuccioli;
•tenere cani al guinzaglio in aree sensibili, soprattutto in campagna o zone verdi;
•contattare i centri di recupero fauna selvatica in caso di ritrovamento di animali feriti o cuccioli soli.
“Anche un singolo gesto di attenzione può salvare una vita. La natura ha bisogno di rispetto e conoscenza, non solo di buone intenzioni.”


