L’Ente Nazionale Protezione Animali accoglie positivamente la prospettiva di estendere l’utilizzo dello spray anti-orso ai corpi di polizia locale e ai volontari della Protezione civile, come emerso oggi in terza commissione del Consiglio provinciale.
L’associazione sottolinea però che il provvedimento potrà funzionare davvero solo se sarà accompagnato da due condizioni essenziali: una registrazione formale del possesso del bear spray e l’obbligo di un corso propedeutico al suo utilizzo.
Ivana Sandri, etologa Enpa e presidente della sezione di Rovereto, evidenzia come la formazione rappresenti l’elemento decisivo: conoscere l’etologia degli orsi e i comportamenti corretti nelle aree frequentate da questi animali è infatti la principale garanzia di sicurezza, per le persone e per la fauna.
La stessa procedura di utilizzo dello spray – che richiede di fermarsi, impugnare correttamente il dispositivo e dirigere il getto – coincide con il comportamento che le ricerche indicano come più efficace nel comunicare all’orso l’assenza di pericolo. L’orso infatti non ha interesse ad attaccare l’uomo e, essendo un animale estremamente schivo, tende ad allontanarsi quando percepisce che non vi è una minaccia.
Per Enpa, quindi, una regolamentazione chiara e una formazione adeguata possono ridurre notevolmente il rischio di incidenti, garantendo un approccio più consapevole e rispettoso alla convivenza con la fauna selvatica.


