L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha preso parte ieri al Pet Summit 2025, l’evento organizzato dal Sole 24 Ore al Magna Pars di Milano che ha riunito aziende, professionisti, associazioni, volontariato e politica per discutere delle sfide del settore pet care.
La vicepresidente nazionale Giusy D’Angelo è intervenuta sottolineando con forza come il tema dei costi legati al mantenimento di cani e gatti stia diventando sempre più critico per le famiglie italiane:
“Tutti hanno il diritto di adottare un animale, non solo chi ha disponibilità economica. Sarebbe gravissimo se possedere un cane o un gatto diventasse un privilegio per pochi. Un intervento pubblico non è più rimandabile.”
D’Angelo ha richiamato l’attenzione sul fatto che cibo, cure e prestazioni veterinarie sono ancora gravati dall’IVA al 22%, un’imposizione che pesa soprattutto sui nuclei a reddito più basso, costringendo in molti casi a rinunciare a cure preventive o ad affidarsi a prodotti di scarsa qualità.
La vicepresidente ha inoltre acceso i riflettori su una questione sociale sempre più evidente: l’aumento degli animali che arrivano nei rifugi a causa delle difficoltà economiche delle famiglie.
“Nei nostri rifugi, soprattutto del Nord, stiamo registrando una crescita del 15% rispetto allo scorso anno di ingressi legati a situazioni familiari critiche. Questo dato ci dice che non è solo un problema di adozione consapevole, ma una vera emergenza sociale. Gli animali che entrano nei rifugi portano con sé storie difficili che richiedono una gestione complessa, sostenuta solo dalla passione e dalla professionalità dei volontari.”
Pur riconoscendo l’importanza delle nuove tecnologie e delle innovazioni discusse al Summit, D’Angelo ha ribadito che non bisogna dimenticare il valore dell’empatia:
“Essere empatici con gli animali significa esserlo anche con le persone. Solo sostenendoci e creando una rete forte tra istituzioni, volontariato, aziende e veterinari possiamo affrontare queste sfide.”
L’Enpa ha lanciato infine un appello concreto alle istituzioni e alle imprese: ridurre l’IVA su alimenti e cure veterinarie, incentivare le donazioni con maggiori detrazioni fiscali, supportare i rifugi e garantire strumenti per promuovere adozioni consapevoli senza discriminazioni economiche.
“Il rifugio per noi non è solo un luogo di accoglienza temporanea, ma una casa – ha concluso D’Angelo –. Per continuare a garantire cure, benessere e adozioni responsabili servono risorse, sostegno concreto e una chiara volontà politica. Gli animali sono parte della nostra comunità, e lo Stato deve riconoscerlo.


