La sicurezza stradale in Trentino si rivela ancora una volta insufficiente per la fauna selvatica. L’investimento di un’orsa sulla SS239, ferita gravemente e trasportata al Casteller, solleva di nuovo le dure critiche dell’Ente Nazionale Protezione Animali. L’associazione, tramite la presidente della sezione di Rovereto, Ivana Sandri, chiede immediate risposte alla Provincia Autonoma di Trento (PAT) e un impegno concreto per la sicurezza di animali e cittadini.
Un problema non più rinviabile
“È solo uno dei tanti incidenti che avvengono frequentemente e colpevolmente sulle strade del Trentino”, dichiara l’Enpa. La presidente Sandri sottolinea che da anni l’associazione chiede alla PAT di agire per garantire la sicurezza della rete stradale, sia per gli animali selvatici sia per le persone. La soluzione, per l’Enpa, risiede nella realizzazione di sottopassi o sovrappassi che consentano agli animali di attraversare in sicurezza.
“I selvatici hanno necessità di spostarsi e sono costretti a farlo attraversando una rete stradale sempre più fitta e trafficata”, spiega Sandri. “Se non verranno attuate le necessarie opere preventive, gli impatti sono destinati ad intensificarsi”.
L’associazione lamenta l’inerzia della Provincia, che non ha mai partecipato a importanti progetti europei come il “Life Strade” e il “Life Safe-Crossing”, pensati proprio per mitigare questo genere di incidenti. Una scelta che, oltre a mettere in pericolo la fauna, ha anche eliminato i risarcimenti per i danni agli automezzi in caso di impatto con un orso, lasciando i cittadini a farsi carico dei costi di riparazione.
Il futuro dell’orsa e la questione Casteller
L’orsa investita, di circa 4 anni, è stata trasferita al Casteller. L’Enpa ha chiesto di conoscere le sue condizioni e ha espresso una forte preoccupazione sul destino dell’animale.
“Speriamo che l’animale, una volta curato, venga nuovamente liberato nel proprio territorio”, afferma l’associazione. Il timore, infatti, è che il Casteller possa trasformarsi in una “fonte di rifornimento per i parchi faunistici”, luoghi che nulla hanno a che vedere con la libertà e l’ambiente naturale. L’Enpa sottolinea come il Casteller debba rimanere un centro di recupero per animali in difficoltà, con l’obiettivo finale di restituirli al loro habitat naturale, e non un luogo di transito per altre strutture che sfruttano gli animali.


