Emergenza Coronavirus: gli animali da compagnia, i selvatici e gli esotici non diffondono il virus e non possono essere infettati

Gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus né possono essere infettati.

La precisazione arriva dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità ed è inoltre chiaramente riportata in tutte le ordinanze emesse in queste ore dai governatori delle Regioni interessate all’emergenza.

Enpa invita tutti ad avere un comportamento responsabile e sereno, seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie (Ministero della Salute in primis) e evitando di dare ascolto a voci che soprattutto ieri si sono diffuse sui social network in merito al pericolo di contagio proveniente dagli animali da compagnia. Così, ribadiamo, non è: i nostri pet (ma anche i randagi) non sono veicolo del contagio né possono essere contagiati.

A beneficio di tutti, alleghiamo il pieghevole predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità.

:: Coronavirus, nemmeno gli animali selvatici o esotici possono infettare gli umani (aggiornamento del 26 febbraio)
Il Ministero della Salute in tutte le sue comunicazioni precisa che gli animali da compagnia non diffondono il contagioné possono essere contagiati dal coronavirus Covid-19. Ma nemmeno la fauna selvatica diffonde il virus. Le istituzioni sanitarie parlano degli animali domestici poiché sono nostri compagni di vita e convivono nelle nostre abitazioni, tralasciando la fauna selvatica che, per sua natura, vive libera. Ma è bene precisare che anche i selvatici non diffondono il coronavirus.

Lo si evince chiaramente da due fonti ufficiali e autorevoli: l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute.

L’OMS, sul suo sito spiega che icoronavirus sono una grande famiglia di virus da sempre comuni negli animali e non pericolosi per gli animali stessi. Raramente, le persone vengono infettate da questi virus che possono poi diffondersi ad altre persone; nei rari casi in cui si verifica, vi sono condizioni ambientali particolarmente degradate compromesse dal punto di visto igienico. Le fonti animali di Covid-19 non sono state confermate. E ancora: numerosi coronavirus noti circolano in animali e non hanno infettato esseri umani.

Il Ministero della Salute, oltre a ribadire i concetti espressi dall’OMS, sul suo sito risponde alla domanda “Sono possibili importazioni di animali o di prodotti di origine animale dalla Cina?”. A causa – questa la risposta – della presenza di alcune malattie degli animali contagiose in Cina (malattie diverse da quelle provocate dal Covid-19), solo pochi animali vivi e prodotti animali non trasformati sono autorizzati per l'importazione nell'Unione europea dalla Cina. Non vi è alcuna prova che uno qualsiasi degli animali, o dei prodotti di origine animale, autorizzati all'entrata nell'Unione europea rappresenti un rischio per la salute dei cittadini.

Il quadro è quindi rassicurante, nonostante l’ovvio linguaggio prudenziale delle istituzioni sanitarie: gli animali (domestici o selvatici) non rappresentano un pericolo di contagio e quelli da compagnia non corrono il rischio di ammalarsi. 

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