Due gatti feriti da colpi d’arma nell’area vestina: l’Enpa di Pescara denuncia, “Atto di crudeltà inaudita”

Due episodi di violenza contro i gatti hanno sconvolto l’area vestina. L’Enpa di Pescara ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica e al Nucleo Carabinieri Cites dopo il ritrovamento di due felini gravemente feriti da armi da fuoco.

Nel primo caso, un gatto è stato colpito al volto da uno sparo che lo ha reso cieco in modo permanente. Nel secondo, un altro animale è stato trovato con un dardo artigianale conficcato nel costato, a testimonianza di un gesto deliberato e crudele.

“Si tratta di due casi di maltrattamento gravissimi”, ha dichiarato Miranda Pomante, commissario straordinario dell’Enpa di Pescara. “Chi si macchia di simili brutalità – che la legge riconosce come reato – deve essere individuato e fermato. Con ogni probabilità siamo di fronte a soggetti con disturbi psichiatrici, pericolosi non solo per gli animali ma anche per le persone”.

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L’associazione animalista, impegnata da anni nella tutela e nel controllo delle colonie feline della provincia, ha espresso profonda preoccupazione per l’accaduto e ha sollecitato i cittadini a segnalare qualsiasi episodio sospetto alle autorità competenti.

Le denunce, al momento contro ignoti, sono state depositate affinché vengano avviate indagini accurate. “Confidiamo nel lavoro degli inquirenti – aggiunge Pomante – perché simili atti non possono restare impuniti. La crudeltà verso gli animali è una spia di disagio sociale e psichico che non va sottovalutata”.

Pomante ha anche ricordato che la recente legge promossa dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla ha introdotto pene più severe per chi maltratta o uccide animali, con reclusione fino a cinque anni. Una norma che rappresenta, secondo Enpa, un passo importante nel riconoscimento del valore morale e giuridico della vita animale.

L’associazione chiede ora che venga fatta piena luce sui due episodi e rinnova l’appello alla vigilanza sul territorio. “Non si tratta di bravate come qualcuno ha provato a definirle”, sottolinea Pomante. “Sono veri e propri crimini che colpiscono esseri indifesi e minano il senso stesso di convivenza civile. Ogni cittadino può e deve contribuire con una segnalazione tempestiva: è così che possiamo evitare altre sofferenze e restituire giustizia a chi non ha voce”.

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