Declassamento lupo, Enpa: “decisione inaccettabile, una sconfitta per la tutela della biodiversità!”

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) condanna fermamente la decisione del Consiglio d’Europa di ridurre la protezione del lupo, declassandolo da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta” nell’ambito della Convenzione di Berna. Una scelta che ci riporta indietro di decenni rispetto alle conoscenze scientifiche acquisite e alle politiche di tutela di una specie fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi.

Ancora una volta, l’Unione Europea e i governi nazionali dimostrano la loro totale incapacità di adottare strategie basate sulla scienza e sulla prevenzione, piegandosi invece alle pressioni delle lobby zootecniche e venatorie, che vogliono solo eliminare i lupi senza investire in soluzioni efficaci. Uccidere  animali non ha mai risolto nulla neanche i conflitti tra allevatori e fauna selvatica, come dimostrano anni di politiche fallimentari in diversi Paesi europei.

Il problema non è la presenza del lupo, ma la mancanza di adeguate misure di prevenzione e protezione per gli animali allevati. Recinzioni elettrificate, cani da guardiania e ricoveri notturni sono strumenti  efficaci e scientificamente provati, ma troppo spesso ignorati da chi vorrebbe un allevamento senza vincoli e senza responsabilità e da chi promuove politiche di allarmismo per ottenere consensi.

La decisione del Consiglio d’Europa, fortemente voluta dalle forze politiche più reazionarie rappresenta un pericoloso passo indietro, tuttavia, è bene ricordare che il lupo rimane comunque una specie protetta e che le Regioni non potranno certo abbattere liberamente e a loro piacimento. Eventuali deroghe potranno avvenire solo in casi eccezionali, rigorosamente documentati e supportati da evidenze scientifiche, laddove non esistano altre soluzioni soddisfacenti. E le soluzioni esistono eccome: il problema è che non si vogliono applicare.

Il rischio è che come avviene ed è già avvenuto, gli stati e nel nostro caso le regioni acconsentano ad abbattimenti facili, violando la direttiva europea- in materia ambientale e venatoria abbiamo varie procedure aperte. Inoltre, si aggiunge un ulteriore rischio: che il declassamento venga interpretato come un via libera al bracconaggio, fenomeno già tristemente diffuso in Italia, dove negli ultimi mesi abbiamo assistito all’avvelenamento e all’uccisione illegale di diversi lupi. Enpa chiede con forza che vengano intensificati i controlli e applicate misure severe contro ogni forma di uccisione illecita di questi animali, che svolgono un ruolo chiave nel contenimento delle popolazioni di ungulati, spesso accusate di danneggiare le coltivazioni.

Questa è una pagina triste per la tutela della fauna selvatica in Europa, frutto di scelte politiche ed elettoralistiche che ignorano la crisi della biodiversità e il valore insostituibile del lupo nei nostri ecosistemi. La Protezione Animali  continuerà a battersi con ogni mezzo contro questa deriva, affinché la protezione degli animali selvatici non venga sacrificata agli interessi di pochi.

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