Declassamento lupi. Carla Rocchi: “Alla scienza va affiancata una contro-narrazione forte. L’immaginazione conta”

Nel suo intervento durante la conferenza stampa di ieri al Senato sul declassamento dei lupi, Carla Rocchi ha sottolineato come il confronto sul lupo non possa limitarsi al piano dei dati scientifici, pur fondamentali, perché spesso gli avversari della tutela della specie non si muovono sul terreno della razionalità ma su quello della propaganda e del consenso.

«Per questo – ha affermato – dobbiamo essere in grado di affiancare alla scienza notizie forti e messaggi chiari, capaci di arrivare anche all’elettorato, perché è spesso l’unica lingua che viene compresa».

Rocchi ha richiamato uno degli argomenti simbolici più efficaci contro la narrazione allarmistica: «Il lupo, dipinto come pericolosissimo, non aggredisce un uomo in Italia dai tempi di Napoleone Bonaparte. È difficile trovare qualsiasi altra “minaccia” la cui ultima presunta colpa risalga a oltre due secoli fa».

Secondo Rocchi, dietro la campagna contro il lupo non c’è solo la ricerca di voti, ma anche un elemento emotivo: «C’è una forma di rancore, di vendetta, la difficoltà di accettare di essere fuori dal tempo. È un immaginario che affonda le radici nelle favole, come quella di Cappuccetto Rosso, dove invece di assumersi responsabilità ci si accanisce contro il lupo».

Da qui l’appello finale: «Dobbiamo essere capaci di unire dati scientifici e immaginario, perché l’immaginario ha un peso enorme nel dibattito pubblico. “L’immaginazione ha il potere”, si diceva un tempo. Quei tempi non sono affatto finiti».

Facebook
Twitter
LinkedIn