L’Ente Nazionale Protezione Animali ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa “DDL Caccia – Le criticità sollevate dalla Commissione Europea al Governo”, promossa dalla senatrice Dolores Bevilacqua (Movimento 5 Stelle) e al successivo flash mob promosso al Pantheon insieme alle associazioni ambientaliste e animaliste per chiedere il ritiro della riforma della legge 157/1992. L’iniziativa porta all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i rilievi formulati dalla Commissione Europea sul disegno di legge in materia di attività venatoria, attualmente all’esame del Parlamento.
Per l’Ente Nazionale Protezione Animali è intervenuta Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica Enpa ed ex parlamentare, che ha duramente contestato il provvedimento attualmente in discussione, definendolo “uno scempio” della storica legge sulla tutela della fauna selvatica.

“Questa riforma non sta semplicemente smantellando la legge 157: la sta scempiando”, ha dichiarato Procacci durante il suo intervento. “È una sfida all’Europa, alle direttive comunitarie, alla tutela del patrimonio comune e perfino ai principi democratici. Il Parlamento e i cittadini sono stati tenuti all’oscuro di una lettera della Commissione Europea che segnalava gravissime criticità del provvedimento. È una ferita enorme per la trasparenza democratica”.
Enpa ha ribadito la propria forte preoccupazione per un ddl che amplia le specie cacciabili, estende ulteriormente i periodi di caccia e introduce nuove possibilità di abbattimento anche in contesti particolarmente delicati.
“L’Europa ci contesta già oggi il fatto che in Italia si spari a troppe specie e in una situazione gravissima per lo stato delle popolazioni animali. Eppure si vuole addirittura ampliare l’elenco delle specie cacciabili”, ha sottolineato Procacci. “Parliamo di un testo che arriva persino ad aprire alla caccia sulle spiagge e nelle aree frequentate dai cittadini, mettendo in discussione il diritto alla sicurezza e alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.
Particolarmente duro il passaggio dedicato al lupo e alle specie particolarmente protette.
“Ho provato una vera sofferenza fisica nel vedere cancellata dalla legge la parola ‘lupo’ dall’elenco delle specie particolarmente protette”, ha affermato la responsabile fauna selvatica Enpa. “È la cancellazione di un pezzo di storia giuridica del nostro Paese proprio mentre il bracconaggio continua a colpire duramente la fauna selvatica italiana”.
Enpa ha inoltre criticato il nuovo sistema sanzionatorio previsto dagli emendamenti approvati, giudicato del tutto insufficiente rispetto alla gravità dei reati contro la fauna selvatica.
“Non è accettabile che chi uccide un’aquila o un orso marsicano possa cavarsela con semplici contravvenzioni economiche”, ha dichiarato Procacci. “Noi chiediamo che questi reati vengano trattati come veri delitti contro il patrimonio naturale collettivo, in linea con la nuova direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente”.

Alla conferenza hanno preso parte, oltre alle senatrici del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri, Gabriella Di Girolamo e Gisella Naturale, il senatore Nicola Irto (Pd), il senatore Tino Magni (Avs) anche Alessandro Polinori, presidente Lipu, Raimondo Silveri, presidente Lac, Ilaria Innocenti dell’Ufficio rapporti istituzionali LAV e Dante Caserta, direttore affari legali e istituzionali del WWF Italia.
L’associazione ha infine ringraziato i parlamentari che si stanno opponendo alla riforma e ha ribadito il proprio impegno nel contrastare il ddl in tutte le sedi istituzionali e giuridiche possibili.
“Dobbiamo salvare la fauna selvatica, i diritti dei cittadini e la stessa credibilità delle politiche europee di tutela ambientale”, ha concluso Procacci. “L’indignazione popolare dovrà fare la sua parte perché qui non è in gioco soltanto la caccia: è in gioco il modello di tutela della biodiversità del nostro Paese”.


