DDL Caccia, ENPA: «Importantissima presa di posizione di Forza Italia. Cacciatori la Grande Mistificazione dei cinghiali non regge più. Il re è nudo. »

“Ora che si trova davanti alla crescente mobilitazione della società civile, ora che è arrivata la straordinaria parola del Santo Padre in difesa del Creato, in risposta alla lettera della LIPU, ora che è stata scoperta la dura lettera di censura della Commissione Europea sul DDL 1552, tenuta nascosta per oltre quattro mesi dal Ministero dell’Ambiente, ora che interviene anche il Consiglio d’Europa e che scienziati, giuristi, naturalisti e studiosi di ogni disciplina si pronunciano con estrema durezza contro questa presunta “riforma”, ora che Forza Italia attraverso il post di Nicole Berlusconi ha preso posizione contro il Ddl Caccia Selvaggia il mondo venatorio più estremista continua ad aggrapparsi a quella che è una Grande Mistificazione. In queste ore infatti anche Nicole Berlusconi ha pubblicato un post contro il del 1552 caccia selvaggia in quanto non rappresenta minimamente i principi del padre fondatore Silvio Berlusconi”. Così Annamaria Procacci, responsabile Fauna Selvatica Enpa.

La tesi è nota: il DDL 1552 servirebbe a contenere il numero dei cinghiali. Peccato che i cinghiali siano già cacciabili tutto l’anno e che le norme contenute nel provvedimento non abbiano alcuna relazione con il controllo della specie.

“Cosa c’entrano – continua Annamaria Procacci – i richiami vivi, catturati in natura e costretti a trascorrere una vita di dolore in minuscole gabbie? Cosa c’entra la possibilità di detenerli in numero illimitato? Cosa c’entra l’allungamento della stagione venatoria oltre il mese di febbraio, fino a coinvolgere periodi delicatissimi come quelli della migrazione prenunziale e della nidificazione degli uccelli? Cosa c’entra la riduzione delle aree protette per lasciare più spazio alle doppiette? Cosa c’entra l’alleggerimento delle sanzioni, già oggi insufficienti, per chi spara nei parchi nazionali o nei giardini delle città? Cosa c’entra l’ampliamento delle specie cacciabili? Cosa c’entra la possibilità di circolare armati anche nei giorni di silenzio venatorio con il pretesto del recupero della fauna ferita, misura che può trasformarsi in un vero regalo al bracconaggio? Cosa c’entrano la caccia sulle spiagge, nelle foreste demaniali e l’estensione dell’attività venatoria in aree oggi sottratte alle doppiette?”

La risposta è semplice: non c’entrano nulla.

Il DDL 1552 non è una norma sul contenimento dei cinghiali. È un provvedimento che interviene in profondità sulla legge 157 del 1992, smantellandone principi e tutele costruiti in oltre trent’anni di equilibrio tra conservazione della fauna, interessi del territorio e sicurezza dei cittadini.

“Trentaquattro anni fa la legge 157 vide la luce grazie a un lavoro lungo – prosegue Procacci – competente e trasversale che coinvolse il mondo politico, quello ambientalista e anche gran parte del mondo venatorio. Fu una legge moderna, che riconobbe la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato e pose le basi per una gestione più avanzata della biodiversità”.

Oggi si tenta di farla a pezzi inseguendo interessi particolari che non rappresentano né il Paese né la sensibilità della maggioranza degli italiani.

Il re è nudo. Le giustificazioni addotte per sostenere questo disegno di legge non reggono più davanti ai fatti, alle osservazioni delle istituzioni europee, alle prese di posizione del mondo scientifico e alla crescente opposizione della società civile.

Ai cacciatori che ancora vogliono questa deriva confidando nel sostegno della cattiva politica, ENPA rivolge un invito: fermatevi. Il mondo è andato avanti. La sensibilità verso gli animali, la biodiversità e il rispetto della natura è cresciuta profondamente. Il solco tra le richieste del mondo venatorio più estremista e la società italiana rischia di diventare sempre più ampio e incolmabile.

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