DDL Caccia, Enpa: “Dopo il voto del Senato il solco tra il mondo venatorio e il Paese è diventato una voragine”

Se con l’andar del tempo gli italiani si erano un po’ distratti sulla faccenda della caccia, oggi ringraziamo il mondo venatorio per aver dato uno scossone enorme alle coscienze di questo Paese, che con totale, o quasi, schieramento dice no al disegno di legge 1552 sulla caccia selvaggia.

La smodata ambizione delle doppiette e dei loro sostenitori per una caccia senza regole, attraverso lo smantellamento della legge quadro 157/92, ha avuto l’effetto di un terremoto. Lo avevamo detto più e più volte: il solco fra le associazioni venatorie e l’opinione pubblica italiana stava diventando una voragine. Oggi, dopo il voto al Senato, lo è.

Spiace che siano stati tanto sottovalutati i sondaggi, per esempio quelli commissionati dalla Fondazione Capellino a Ipsos e all’Istituto Piepoli nell’ottobre 2025, che raccontano una realtà molto diversa da quella rappresentata dai promotori del DDL 1552: l’85% degli italiani considera la caccia un problema di sicurezza, il 78% la ritiene eticamente inaccettabile e il 94% si dichiara favorevole ad abolirla, limitarla o mantenere l’attuale normativa, senza ulteriori concessioni all’attività venatoria. Spiace che il mondo venatorio si sia fidato e affidato a una causa anacronistica, dannosa, incostituzionale, come la caccia delineata dal disegno di legge della maggioranza che sostiene il Governo.

A questo proposito, siamo anche molto dispiaciuti che i partiti di Governo vogliano ignorare che anche il loro elettorato non è affatto sulla lunghezza d’onda di chi, per esempio, aspira a torturare i richiami vivi con una detenzione in numero illimitato per quelli di allevamento: vere e proprie violazioni dell’articolo 544-ter del Codice Penale, che punisce i maltrattamenti sugli animali.

Spiace che forse si speri in una perdita della memoria dei cittadini da qui alla scadenza delle elezioni politiche. Se c’è un tema che sta molto a cuore agli italiani è quello degli animali: l’attenzione, il rispetto, l’amore. Tutto ciò che nulla ha a che fare con quell’ideologia che sconfina nell’odio e che ravvisiamo in tanti articoli del disegno di legge che purtroppo ieri è stato approvato in Senato.

Noi andiamo avanti, naturalmente, con una determinazione più grande che mai, ispirata dalla nostra Costituzione, che pone all’articolo 9, dunque tra i principi fondamentali, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi: proprio quell’articolo che il disegno di legge della maggioranza ha voluto cancellare.

Facebook
Twitter
LinkedIn