Dalle colombe ai cavalli: Enpa torna a denunciare il maltrattamento di animali durante cerimonie ed eventi

Si chiama “Gigia” la colomba bianca recuperata dai volontari dell’Enpa di Reggio Emilia nella tarda serata di domenica, intorno alle 22, dopo la segnalazione di una cittadina che l’ha trovata nel centro storico incapace di volare. Una delle tante colombe allevate per essere liberate durante matrimoni e cerimonie, trasformate per pochi minuti in simboli romantici e poi abbandonate a un destino spesso drammatico.

Gigia, disorientata e in evidente difficoltà, è stata recuperata dai volontari ed è attualmente ospite a casa di un volontario Enpa. Per lei, fortunatamente, ci sarà un lieto fine: sarà adottata proprio dalla ragazza che l’ha soccorsa.

Ma non tutte le storie finiscono così.

“Questi animali vengono allevati dall’uomo e non sono abituati a vivere allo stato brado – spiega Enpa –. Una volta liberati durante eventi o matrimoni, molti non riescono a orientarsi né a procurarsi il cibo. Restano debilitati, feriti o diventano facili prede di altri animali. Quello che per le persone è un momento di festa, per loro può trasformarsi in un vero calvario”.

Enpa torna quindi a denunciare l’utilizzo di animali durante cerimonie ed eventi privati: non solo colombe, ma anche farfalle liberate durante matrimoni o feste e cavalli costretti a trainare carrozze per intrattenere gli invitati, spesso sotto il sole o nel traffico cittadino.

“Gli animali non sono scenografie né strumenti di intrattenimento – prosegue l’associazione –. È assurdo associare momenti che dovrebbero celebrare amore e felicità alla sofferenza e al maltrattamento di esseri viventi”.

L’Ente Nazionale Protezione Animali rinnova il proprio appello ai Comuni affinché adottino ordinanze specifiche per vietare l’utilizzo improprio di animali durante matrimoni, feste e cerimonie, seguendo l’esempio delle amministrazioni che negli ultimi anni hanno già introdotto restrizioni contro il volo delle colombe.

Cosa dice la legge

Enpa ricorda inoltre che il maltrattamento di animali è un reato. L’articolo 544-ter del Codice Penale prevede la reclusione da sei mesi a due anni e multe fino a 30mila euro per chi provoca sofferenze o sottopone un animale a comportamenti incompatibili con le sue caratteristiche etologiche. Nei casi più gravi, quando dal maltrattamento deriva la morte dell’animale, può configurarsi anche il reato di uccisione di animali previsto dall’articolo 544-bis del Codice Penale.

“Molti sposi non si rendono conto che dietro un gesto considerato romantico si nasconde spesso una condanna per questi animali – conclude Enpa –. Oggi esistono tantissime alternative etiche e rispettose per rendere speciale una cerimonia senza provocare sofferenza”.

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