Un Codice degli animali come impegno politico di PD, M5S e AVS per la prossima legislatura. I partiti del centro-sinistra, presenti questa mattina alla Camera alla celebrazione dei 155 anni della fondazione dell’Ente Nazionale Protezione Animali, hanno condiviso la proposta rilanciata da Sergio Costa, vice Presidente della Camera e deputato di M5S, già Ministro dell’Ambiente.
Si è svolta questa mattina nella sala stampa della Camera dei Deputati la conferenza per i 155 anni dell’Ente Nazionale Protezione Animali. Un appuntamento che ha legato storia e attualità: dall’iniziativa di Giuseppe Garibaldi, che nel 1871 diede impulso alla nascita dell’Enpa, fino alle sfide legislative oggi aperte.


Alla conferenza stampa, organizzata grazie all’impegno dell’onorevole Patrizia Prestipino (PD), sono intervenuti Elly Schlein, segretaria del Pd, Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente e vicepresidente della Camera, Eleonora Evi, deputata Pd, Devis Dori, deputato Avs, la senatrice Loredana De Petris e Paolo Cento, storico parlamentare ambientalista. Presenti anche Nino Morabito per Legambiente, Domenico Aiello per WWF e Maria Silvia D’Alessandro per Leidaa.
E dai 155 anni dell’Ente Nazionale Protezione Animali arriva la proposta politica destinata a segnare il dibattito dei prossimi anni e l’impegno dei partiti sul tema della tutela degli animali: l’approvazione di un Codice degli Animali, proposta oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati dal vicepresidente della Camera ed ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel suo intervento che ha trovato l’immediata condivisione dei partiti del centro-sinistra presenti.
“Abbiamo il gancio costituzionale dell’articolo 9 della Costituzione, abbiamo le competenze, le associazioni e la volontà politica. Adesso serve una rivoluzione legislativa”, ha dichiarato Costa. “Il Codice degli Animali deve diventare un impegno condiviso delle forze di opposizione e della prossima legislatura”.
Dori ha raccolto subito l’invito: “Come Avs aderiamo convintamente alla proposta. È una battaglia doverosa e non più rinviabile”.
Al centro della giornata non solo la celebrazione della storia di Enpa, nata nel 1871 da una lettera di Giuseppe Garibaldi, ma soprattutto le grandi emergenze aperte sul fronte della tutela animale e ambientale.
La presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, ha ricordato il legame tra Garibaldi e la sua cavalla Marsala, sottolineando come “l’intento di questa giornata non fosse soltanto celebrare il passato, ma costruire da qui i prossimi 155 anni”. Rocchi ha richiamato i traguardi raggiunti: dall’ingresso della tutela animale in Costituzione fino alla legge 82/2025, ribadendo però che “oggi il rischio è arretrare”.
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Nel suo intervento di Annamaria Procacci, già parlamentare dei Verdi e oggi responsabile del settore Fauna Selvatica Enpa, ha reso pubblica l’esistenza di una lettera ufficiale inviata dalla Commissione europea al Governo italiano già nel dicembre 2025, contenente una dura bocciatura del disegno di legge 1552 sulla cosiddetta “caccia selvaggia”. Il documento europeo contesta punti centrali del provvedimento, tra cui l’estensione della caccia fuori stagione, l’indebolimento del ruolo scientifico di ISPRA, l’utilizzo dei visori notturni e la liberalizzazione dei richiami vivi, con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali.
“È un fatto gravissimo e senza precedenti”, ha dichiarato Procacci. “L’Europa è intervenuta mentre il disegno di legge è ancora in discussione, proprio perché ritiene troppo grave quello che il Governo italiano sta tentando di fare contro la fauna selvatica”.
L’appello rivolto alla maggioranza è stato netto: “Fermatevi. Altrimenti l’Italia rischia non solo una gravissima perdita di credibilità, ma anche procedure davanti alla Corte di Giustizia europea e pesanti sanzioni che pagherebbero tutti i cittadini”.
Più volte nel corso della conferenza è stato richiamato l’articolo 9 della Costituzione e la necessità di utilizzarlo come strumento concreto di difesa della biodiversità e degli animali contro norme ritenute incostituzionali o in contrasto con il diritto europeo.
“È stato un anniversario straordinario, con una partecipazione che racconta battaglie iniziate tanto tempo fa ma ancora attualissime”, ha concluso la presidente nazionale Enpa, Carla Rocchi. “Oggi non abbiamo solo celebrato una storia lunga 155 anni: abbiamo scelto di continuare le battaglie di ieri e costruirne di nuove. E se gli auguri si fanno con i propositi, questi sono i migliori auguri che oggi potevamo fare a noi stessi”.
E proprio da questa consapevolezza, Enpa ha scelto di celebrare i suoi 155 anni non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una nuova fase di battaglie civili e legislative.

“ENPA porta benissimo i suoi 155 anni – ha affermato Patrizia Prestipino – perché continua a essere modernissima nelle sue battaglie. La sensibilità animalista nel Paese è cresciuta in modo enorme e spesso i cittadini sono molto più avanti della politica. Per questo il compito delle istituzioni oggi è ascoltare e trasformare quella coscienza collettiva in scelte concrete.”
“La società italiana – ha affermato Eleonora Evi nel suo interventi – è molto più avanti della politica. Gli italiani chiedono più tutela per gli animali, più rispetto per la fauna selvatica e meno violenza. Invece continuiamo a vedere provvedimenti piegati agli interessi delle lobby venatorie e dell’allevamento intensivo.”
“L’ingresso della tutela animale in Costituzione – ha detto Loredana De Petris – è stato un traguardo storico conquistato dopo decenni di battaglie. Oggi però dobbiamo usare davvero quell’articolo 9 per fermare norme palesemente in contrasto con la tutela della biodiversità e degli animali.”
Da tutti gli interventi è emerso un messaggio comune: la sensibilità degli italiani sui diritti degli animali è oggi molto più avanti della politica.
Alla conferenza era presente anche la scrittrice e giornalista Costanza Rizzacasa d’Orsogna, animatrice del Premio Milo che sarà consegnato in Campidoglio a Roma venerdì 8 maggio 2026. E proprio per rimarcare il collegamento con il fondatore dell’Enpa, da quest’anno le menzioni speciali del premio si chiameranno “Menzioni Giuseppe Garibaldi”.


