Cucciola di volpe di pochi giorni trovata e salvata da una ragazza. Fortunata ora è al Cras dell’Enpa di Genova

Una notte di pioggia, una strada di montagna e una creatura fragile che rischiava di non farcela. È così che comincia la storia di Fortunata (nella foto), una piccola volpe di appena 15-20 giorni trovata per caso – o forse per destino – da una ragazza sull’entroterra ligure, mentre arrancava nel fango, ancora senza vista e senza udito, sotto un temporale battente.

Era impossibile scorgerla, eppure quella giovane passante l’ha notata, fermandosi in tempo. L’ha raccolta, asciugata, messa al caldo, e soprattutto ha fatto la cosa più giusta: non l’ha nutrita, non ha tentato di “salvarla da sola”, ma ha contattato immediatamente l’Enpa di Genova e il Centro Recupero Animali Selvatici gestito dall’ente.

«Siamo intervenuti subito – raccontano i volontari dell’Enpa – e vogliamo sottolineare il comportamento esemplare della ragazza: ha compreso che la vita di quella cucciola non era un gioco, non ha preso iniziative personali ma si è affidata a chi ha le competenze per intervenire. È un esempio virtuoso da seguire ogni volta che ci si imbatte in un cucciolo selvatico».

Il gesto corretto ha permesso a Fortunata – nome scelto non a caso – di sopravvivere. Oggi è al sicuro, in buone condizioni, ha già aperto gli occhi e riceve tutte le cure necessarie da mani esperte, che si stanno impegnando a ridurre al minimo l’imprinting umano per garantirle un futuro in libertà.

Spiegano ancora dall’Enpa di Genova:

È fondamentale ricordare che detenere fauna selvatica è illegale, ma soprattutto pericoloso per gli animali stessi. Ogni intervento fai-da-te, anche se mosso da buone intenzioni, può compromettere in modo irreversibile la vita di un cucciolo. L’unica cosa da fare, sempre, è contattare un centro specializzato.

Resta un mistero come Fortunata sia finita lì, da sola in mezzo alla strada. Probabilmente la madre stava spostando la cucciolata da una tana all’altra e lei, piccola ma già intraprendente, si è allontanata strisciando. Ma ora ha una seconda possibilità: crescere, rafforzarsi e – un giorno – tornare a correre nei boschi da cui proviene.

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