Crema, uccide i suoi due cani perché abbaiavano: Enpa presenta denuncia e chiede l’applicazione delle pene più severe previste dalla legge

L’Ente Nazionale Protezione Animali, attraverso il proprio Ufficio Legale e l’avvocato Claudia Ricci, presenterà denuncia e seguirà l’intera vicenda giudiziaria relativa all’uccisione di due cani avvenuta nel Cremasco, dove un uomo di 64 anni è stato denunciato dai Carabinieri con le accuse di uccisione di animali ed esplosioni pericolose.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe sparato con una carabina regolarmente detenuta ai due cani di razza segugio, dichiarando successivamente di averlo fatto perché infastidito dal loro continuo abbaiare. Dopo averli uccisi, avrebbe scavato una fossa con una piccola ruspa per occultarne le carcasse, poi recuperate dal personale veterinario dell’ATS Val Padana, che ha confermato la morte per ferite da arma da fuoco. I Carabinieri hanno inoltre sequestrato la carabina utilizzata e disposto il ritiro cautelativo di tutte le altre armi e munizioni legalmente detenute dall’indagato.

«Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale ENPA. «Due cani sono stati uccisi con un colpo di fucile semplicemente perché abbaiavano, cioè perché si comportavano da cani. Ancora più inquietante è il tentativo di occultare i loro corpi, come se la loro vita potesse essere cancellata scavando una buca nel terreno. È una vicenda che lascia sgomenti e che impone una risposta giudiziaria esemplare.»

L’ENPA chiede che vengano applicate integralmente le nuove disposizioni introdotte dalla legge entrata in vigore nel 2025, che ha rafforzato le pene per i reati di uccisione e maltrattamento degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti meritevoli di una tutela più incisiva.

L’Associazione chiederà inoltre che siano valutate tutte le misure previste dall’ordinamento, compreso l’accertamento dell’eventuale pericolosità sociale dell’indagato, alla luce della particolare gravità della condotta contestata.

«Chi accoglie un animale si assume una responsabilità che non può essere tradita nel modo più brutale», prosegue D’Angelo. «Non esiste alcuna giustificazione per un gesto simile. Se il fastidio provocato dall’abbaiare diventa il motivo per imbracciare un’arma e fare fuoco contro due esseri viventi, siamo di fronte a un livello di violenza che riguarda l’intera società e che non può essere sottovalutato.»

L’Ente Nazionale Protezione Animali seguirà il procedimento giudiziario attraverso il proprio Ufficio Legale affinché siano accertate tutte le responsabilità, venga assicurata la piena applicazione della legge e siano adottate tutte le misure necessarie a garantire la tutela degli animali e della collettività.

«Gli animali non sono oggetti di cui liberarsi quando diventano scomodi», conclude Giusy D’Angelo, presidente nazionale ENPA. «Sono esseri senzienti che la legge oggi tutela con maggiore forza. Chi arriva a imbracciare un’arma e uccidere due cani perché abbaiavano manifesta una pericolosità che non può essere ignorata. Chiediamo che, oltre all’applicazione delle pene previste dalla legge, venga valutata anche la sua pericolosità sociale, nell’interesse della collettività. Chi commette simili atti non può trovare né giustificazioni né impunità.»

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