Una scelta insolita, ma non così rara nelle città: una mamma anatra ha costruito il proprio nido sul balcone di un appartamento al settimo piano di un condominio a Corsico, alle porte di Milano. Grazie al tempestivo intervento dei volontari dell’Enpa di Milano, lei e i suoi dodici anatroccoli sono stati recuperati e trasferiti in sicurezza al Parco della Resistenza, dove hanno potuto raggiungere il laghetto e tornare nel loro ambiente naturale.
A chiedere aiuto è stata la proprietaria dell’appartamento, che aveva scoperto l’anatra mentre covava le uova all’interno di un grande vaso sul terrazzo. Dopo la schiusa, la famiglia di anatidi ha continuato a vivere sul balcone, con i piccoli che passeggiavano tranquillamente sotto lo sguardo attento della madre.
Quando i volontari dell’Enpa di Milano sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti una scena tanto tenera quanto delicata. Se da un lato il balcone aveva garantito tranquillità durante la cova, dall’altro rappresentava un grave pericolo per gli anatroccoli. Una volta lasciato il nido, infatti, la madre è naturalmente portata a raggiungere il primo specchio d’acqua disponibile, ma i piccoli, tentando di seguirla da un’altezza così elevata, rischierebbero di precipitare senza possibilità di sopravvivenza.
Per evitare questo tragico epilogo, i volontari hanno recuperato con attenzione la mamma anatra e i dodici piccoli, trasportandoli al vicino Parco della Resistenza. Qui la famiglia ha potuto raggiungere il laghetto e riprendere il proprio percorso di crescita in libertà.
L’episodio offre anche l’occasione per ricordare come comportarsi quando un’anatra decide di nidificare su un balcone o un terrazzo. In questi casi è importante non intervenire autonomamente e contattare tempestivamente personale esperto. Durante il periodo della cova è fondamentale evitare di disturbare il nido e, al momento della schiusa, organizzare il trasferimento della famiglia verso un’area idonea prima che la madre tenti di raggiungere l’acqua con i piccoli al seguito.
L’Enpa di Milano invita quindi i cittadini che dovessero trovarsi in situazioni analoghe a richiedere assistenza, così da garantire la sicurezza degli animali e consentire loro di tornare nel proprio habitat senza correre inutili rischi.


