“Il 10 Marzo attorno alle 20.30 – racconta l’Enpa di Martina Franca – rispondiamo all’ennesima chiamata della giornata. L’effetto COVID-19 ha creato uno stato di confusione nella gente che in molti casi ci mette a dura prova. Ci segnalano una mamma e tre cuccioli morti sotto ad un cespuglio. La persona al telefono ci dice che altri due cuccioli sono vivi. Immediatamente, nonostante le restrizioni, ci prepariamo e indossati i dispositivi precauzionali corriamo a prendere i piccolini sopravvissuti, due batuffolini nati da un giorno era attaccati alla loro mamma morta. Alle 21. 10, i piccoli, che erano in evidente ipotermia, vengono messi al caldo e i loro corpicini vengono massaggiati lentamente e delicatamente. Verso le 23, cominciamo a dare loro latte e colostro. La nottata è lunga e carichi di rabbia per l’ennesimo “omicidio” la affrontiamo con le lacrime agli occhi”.
La Sezione di Martina Franca spiega anche che la presenza della mamma in gravidanza era stata segnalata alle autorità qualche giorno prima da un’associazione di monitoraggio dell’ambiente, seguendo la prassi: prima chiamata ai Vigili Urbani che a loro volta hanno allertato la ASL locale riferendo la situazione. La risposta che hanno ricevuto è stata: essendo una situazione di gravidanza, la cagnolina deve rimanere lì almeno 10 giorni, nel canile comunale non c’è posto! “Questa – continua l’Enpa di Martina Franca – è la risposta che ci viene data ad ogni richiesta che facciamo, questo è il sistema che viene utilizzato qui nella nostra città”.


