COP15. Enpa: preoccupati dalla messa in discussione delle politiche europee su ambiente e biodiversità, l’Europa torni leader nel mondo

 A partire dalla Convenzione di Berna e, soprattutto, dalla Direttiva Habitat prima e dalla Direttiva Uccelli poi l’Europa è sempre stata all’avanguardia nelle politiche di protezione dell’ambiente e della biodiversità, diventando un esempio e un punto di riferimento per tutti i Paesi del mondo. Le politiche promosse da Bruxelles, benché perfezionabili, hanno comunque permesso di salvaguardare numerose specie animali (e non) altrimenti destinate all’estinzione. In molti casi è stato possibile fermare e invertire la tendenza al declino, contribuendo a un incremento delle popolazioni selvatiche. Oggi, tuttavia, alcuni settori della politica europea sembrano voler rinunciare a questo ruolo di leadership, rimettendo in discussione gli importanti successi fin qui ottenuti dalle politiche protezioniste. Così l’Ente Nazionale Protezione Animali in occasione dell’apertura della Cop15, la Convenzione ONU sulla biodiversità che si tiene a Montreal dal 7 al 19 dicembre.

«Negli ultimi mesi in sede europea si sono levate con sempre maggiore insistenza le voci di chi vorrebbe indebolire lo status di protezione riconosciuto a molte specie animali. Tali pressioni arrivano soprattutto da ambienti politici della destra e del centrodestra che – spiega Enpa – molto spesso si fanno portavoce di istanze intolleranti espresse a livello nazionale dai medesimi attori politici. Questa derivata anti-protezionista è estremamente preoccupante». Quello che la più grande associazione animalista italiana teme è che un indebolimento delle politiche europee possa innescare un “effetto domino” a livello mondiale proprio nel momento in cui la crisi climatica globale, la distruzione degli ecosistemi, l’inquinamento stanno aggravando la crisi delle biodiversità. Che, venendo meno la leadership ambientale europea, altri Paesi possano essere incentivati ad abbassare la guardia.

Tra l’altro, secondo Enpa, è paradossale che molti di questi tentativi di controriforma ambientali si siano palesati, anche con atti ufficiali, proprio alla vigilia di un appuntamento così significativo e importante come la COP15. Alle istituzioni e ai rappresentanti politici europei Enpa chiede un atto di responsabilità: resistano alle pressioni delle lobby, in particolare di quelle venatorie, e rinuncino ai progetti di smantellamento delle norme protezioniste. «Sostenere che tali norme possano essere indebolite a fronte della ripresa demografica di alcune popolazioni selvatiche non ha alcun senso poiché, data la fragilità delle specie stesse, si tratta di un fenomeno assolutamente reversibile. L’Europa – conclude Enpa – abbia il coraggio di riprendere il suo ruolo di “green leader” e si faccia promotrice di un’azione corale e globale a tutela della biodiversità, vero patrimonio immateriale dell’umanità».  

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