Conselice (Ravenna), uccidevano pollame con modalità crudeli e scorrette. Enpa chiede di essere ammessa parte civile

Polli e altri volatili catturati con retini, ammassati in contenitori angusti, soffocati a gas in condizioni non compatibili con le linee guida sul benessere animale. È quanto emerge dalle accuse formulate in un procedimento penale in corso presso il Tribunale di Ravenna. I fatti risalgono all’aprile 2022, quando in un’azienda agricola di Conselice, in provincia di Ravenna, venne eseguito un abbattimento di massa del pollame. Le modalità di esecuzione, secondo gli inquirenti, sarebbero state caratterizzate da gravi violazioni: catture multiple e traumatiche, spazi insufficienti, soffocamento non immediato, con conseguente stress e sofferenza per gli animali.

 

L’Ente Nazionale Protezione Animali chiederà di essere ammessa parte civile nel procedimento. L’associazione, che da oltre 150 anni tutela i diritti degli animali in Italia, ritiene di aver subito un danno diretto, sia patrimoniale che morale, come conseguenza delle condotte contestate agli imputati.

 

«L’abbattimento degli animali – ha dichiarato Enpa – deve avvenire solo nei casi strettamente necessari e comunque nel rispetto delle norme di tutela del loro benessere. Qui ci troviamo di fronte a pratiche crudeli e ingiustificate, incompatibili con qualsiasi standard etico o legale. È nostro dovere intervenire».

 

L’udienza sarà il 17 giugno 2025. Enpa, attraverso il proprio ufficio legale, chiederà al giudice di essere ammessa tra le parti civili, per ottenere giustizia a nome degli animali maltrattati e per ribadire il principio che chi infligge sofferenza senza motivo deve rispondere anche civilmente del proprio operato.

 

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