Si è tenuta questa mattina nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Milo sulla diversità, promosso dall’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) con Costanza Rizzacasa d’Orsogna, dal Corriere Animali del Corriere della Sera, dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, dall’editore Guanda e dall’Istituto italiano di cultura di Bangkok- Ministero degli Esteri.
A vincere il Premio Milo 2026 è stato Nicola Sguera con il racconto “Onore al cane che guida l’uomo che guida il cane”, pubblicato oggi su Corriere.it. Il testo, che affronta con sensibilità e profondità il rapporto tra uomo e animale attraverso la storia di un cane cieco e di un umano nello spettro dell’autismo, è stato premiato per la capacità di raccontare la diversità come valore e occasione di crescita reciproca.


Secondo classificato, a pari merito, il racconto “L’amore di Lida per la Luna” di Beatrice Ricottilli e “Diario del mio buio” di Alessandra Semeraro. Terzo posto ex aequo per “La zampa che disegnava il mare” di Antongiulio Staniscia e Maria Criscuolo e per “Le metà della Luna” di Paolo Agazzi. Tutti i vincitori hanno ricevuto copie della trilogia “Storia di Milo”, pubblicata da Guanda.
Il Premio Milo nasce nel 2024 in memoria di Milo, il gatto affetto da ipoplasia cerebellare protagonista della rubrica “Io e Milo” sul Corriere Animali e della trilogia bestseller di Costanza Rizzacasa d’Orsogna per Guanda, tradotta dall’Europa all’Asia. Attraverso la sua storia, Milo è diventato simbolo di inclusione, resilienza ed empatia.
«Sono orgogliosa di aver contribuito, con il patrocinio del nostro Assessorato, a portare anche quest’anno qui in Campidoglio il Premio Milo, un premio che lancia un messaggio bello e potente di inclusione e di sensibilizzazione sulle tante, diverse e multiformi abilità, degli animali come delle persone» ha dichiarato Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. «Questa Amministrazione ha fatto dell’inclusione e della cura la chiave di lettura con cui stiamo ridisegnando la città, partendo dal presupposto che siamo parte di un ecosistema complesso, di cui non siamo gli unici protagonisti ma attori al pari degli animali e delle piante».
Costanza Rizzacasa d’Orsogna, animatrice del Premio e “mamma” di Milo, ha sottolineato la crescita dell’iniziativa: «Il Premio Milo è cresciuto moltissimo in quest’ultimo anno ed è diventato a tutti gli effetti un premio letterario. Abbiamo chiesto ai partecipanti di raccontare la diversità attraverso vere storie narrative e siamo rimasti colpiti dalla qualità e dalla profondità dei racconti ricevuti. Il racconto vincitore ci ha emozionato moltissimo, così come tanti altri elaborati dedicati ad animali con disabilità. Il messaggio che emerge è chiaro: la diversità è un valore».
«Siamo in Protomoteca in Campidoglio per la seconda edizione del Premio Milo» ha aggiunto Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa. «Questo gattino indimenticabile, nella sua disabilità, ha reso possibile tanto per molte creature, animali e umane. È un’occasione di speranza, di prospettiva e di grande affetto».
Alessandro Sala del Corriere Animali ha ricordato il valore culturale del premio e il legame storico del Corriere della Sera con il mondo animale: «Siamo particolarmente felici di essere di nuovo qui in Campidoglio per la seconda edizione del Premio Milo. Un concorso letterario che già a distanza di una sola edizione dalla sua fondazione è cresciuto notevolmente. Per noi questo è anche un anno speciale perché il Corriere Animali compie 20 anni, all’interno dei 150 anni del Corriere della Sera. Il nostro giornale si occupa di animali da molto tempo: basti pensare ai racconti di Dino Buzzati. Anche Milo, in qualche modo, è stato un nostro piccolo collaboratore di cui siamo particolarmente orgogliosi».
Profondamente emozionato il vincitore Nicola Sguera, che ha spiegato: «Il racconto è stato ispirato dal mio amore per gli animali e in particolare per i cani. Gli ultimi due mi sono stati affidati dall’ENPA della mia città, Benevento. Il nostro secolo sarà il secolo dell’empatiae nel rapporto tra uomo e animale si gioca una parte importante di questa sfida. La letteratura può educare gli uomini a guardare il mondo in maniera più complessa, non solo dal punto di vista antropocentrico ma dal punto di vista di tutti i viventi».

Nel corso della cerimonia sono state inoltre consegnate le menzioni speciali “Giuseppe Garibaldi” di Enpa, dedicate ai racconti capaci di valorizzare in modo particolare il legame tra esseri umani, animali, inclusione e solidarietà, nel segno dell’impegno storico dell’Associazione e dell’eredità ideale dell’Eroe dei Due Mondi. A ricevere il riconoscimento sono stati Benedetta Montuori dell’ENPA di Avellino per il racconto “Mircio, un gatto con otto vite”, Luigi Bonotti dell’ENPA di Monza per “Lady Madonna” e Serena Tagliapietra, Alessandro Trevisan e Valentina Perin dell’Enpa in Veneto per il racconto “La storia di Zio Colonnello”.
Il Premio Milo continua così a diffondere un messaggio di inclusione, sensibilità e amore per tutti i viventi, confermandosi un importante spazio culturale dedicato all’empatia e alla valorizzazione della diversità.
Appuntamento alla prossima edizione del Premio Milo, mentre in Thailandia si prepara la prima edizione internazionale del premio.


