L’hanno trovata in un casolare fatiscente, stremata e dolorante. È la gatta Rina, randagia, recuperata in provincia di Alessandria dalle Guardie Zoofile dell’Enpa di Alessandria. Appariva in gravi condizioni, ma nessuno poteva immaginare cosa avrebbero rivelato i successivi esami: nel suo torace era conficcata una punta di freccia – o di balestra – a pochi centimetri dal cuore.
Il caso, seguito dalla sezione Enpa di Acqui Terme, ha rapidamente suscitato indignazione e mobilitato una gara di solidarietà. Dopo le prime cure – tra cui l’estrazione di denti compromessi e una terapia antibiotica – i veterinari hanno confermato la presenza del corpo estraneo tramite radiografia. Un colpo inferto deliberatamente da ignoti, probabilmente a distanza ravvicinata, con l’intento di uccidere.
Per rimuovere il dardo sarà necessario un delicato intervento chirurgico previsto per il mese di agosto in una clinica veterinaria specializzata a Grugliasco, nel Torinese. Il costo complessivo, tra esami, operazione e degenza, è di circa 1500 euro.
La cifra è stata interamente coperta – e ampiamente superata – grazie a una raccolta fondi lanciata sui social dell’associazione, che ha ricevuto in pochi giorni il sostegno di decine di cittadini. “Una risposta straordinaria – commenta il presidente della sezione, Piero Rapetti – che riconosce il nostro impegno quotidiano verso gli animali in difficoltà.”
Nel rifugio “Au Sulì” (dal piemontese, “al sole”), gestito dalla sede Enpa acquese, vengono accuditi ogni giorno numerosi gatti abbandonati. Una realtà fondata e portata avanti per anni da Maria Paola Dettori, storica figura del volontariato locale, scomparsa recentemente.
Le indagini per risalire all’autore del gesto sono rese difficili dall’assenza di testimoni o videocamere. “Chi ha fatto questo sa di aver colpito per uccidere – osservano i volontari – e per ora resta impunito.”
Intanto, Rina si sta lentamente riprendendo. Ha superato le prime cure e si prepara all’intervento che potrebbe salvarle la vita. Il suo caso resta emblematico: testimonia da un lato l’inaudita violenza di cui gli animali possono essere vittime, dall’altro la forza della solidarietà quando è guidata dalla compassione.


