Cinghiali, Enpa scrive al Sindaco di Roma Gualtieri: “Bene barriera anti-cinghiali: primo passo per ottimizzare la convivenza con la fauna. No alle uccisioni, il Comune continui con la prevenzione “

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha scritto al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per esprimere il proprio apprezzamento al primo cittadino e all’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi per il progetto finalizzato alla realizzazione di una barriera anti-cinghiali lungo la Cristoforo Colombo. “L’iniziativa dell’amministrazione capitolina è molto importante: rappresenta l’inversione di tendenza nella “gestione” della fauna che Enpa chiede da molto tempo. D’altro canto – continua la Protezione Animali – il mondo scientifico ha dimostrato con grande evidenza che le uccisioni di cinghiali non hanno alcun effetto sul controllo numerico delle popolazioni, anzi producono l’effetto opposto, poiché aumentano la capacità riproduttiva della specie. L’Ispra segnala che in Italia tra il 2015 e il 2021 gli abbattimenti di ungulati sono aumentati del 45% senza che questo abbia causato una diminuzione né dei presunti danni né del numero di esemplari presenti”. 
La prevenzione è l’unico strumento veramente efficace per ottimizzare la convivenza con i cinghiali e con ogni altra specie, perché permette di affrontare e risolvere le reali cause alla base di possibili squilibri nelle popolazioni selvatiche. Ciò spiega la guerra di posizione che il mondo filo-venatorio ha da tempo ingaggiato contro l’applicazione dei metodi ecologici, sistematicamente disattesi dalla politica e dalle amministrazioni locali. Proprio per questo “la barriera anti-cinghiale del Comune di Roma rappresenta un importante segnale di discontinuità – scrive la presidente nazionale Enpa, Carla Rocchi nella lettera al sindaco e all’assessore – Oggi, con la Vostra delibera vediamo compiere un significativo passo avanti verso quella tutela della biodiversità e, nel contempo, della sicurezza delle persone che dovrebbero essere obiettivi primari per tutta la politica del nostro Paese. Questa – continua Rocchi – è un prima risposta alla nostra richiesta di una svolta nel rapporto con le altre specie: con la fallimentare politica del pugno di ferro non si salvano vite. Né umane né animali”. 

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