Chieti, due gattini neonati gettati tra i rifiuti: salvati per miracolo. L’Enpa denuncia l’ennesimo abbandono

Definirlo “ignobile” è riduttivo. A Chieti, qualcuno ha gettato due gattini appena nati – occhi chiusi, cordone ombelicale ancora attaccato – in un cassonetto dell’immondizia. Non si tratta solo di abbandono, ma di un atto deliberato di crudeltà. Un crimine. A evitare la tragedia è stato un cittadino attento che, accorgendosi dei miagolii deboli provenienti dai rifiuti, ha fatto quello che ogni persona civile dovrebbe fare: ha avvisato la polizia municipale. Gli agenti hanno attivato la ASL veterinaria, seguendo il protocollo previsto dalla legge.

La “catena del soccorso” – come la definisce l’Enpa di Chieti – ha quindi funzionato, almeno all’inizio. I cuccioli sono stati recuperati e portati al canile sanitario per le prime cure. Ma lì, le criticità emergono in tutta la loro gravità.

«Il canile sanitario non è un luogo adatto per cuccioli di pochi giorni», denuncia la sezione Enpa di Chieti. A quel punto, come troppe volte accade, la responsabilità è ricaduta sulle spalle dei volontari. Grazie alla collaborazione con l’associazione “Noi 4 zampe” di Crecchio, i due piccoli sono ora al sicuro, accuditi da una balia esperta che li allatta ogni tre ore, li tiene al caldo e si occupa dei loro bisogni primari.

Ma il problema resta. Anzi, esplode.

«Dopo il primo intervento pubblico – sottolinea Enpa di Chieti– tutto il resto finisce in carico a noi: il tempo, le cure, i soldi, le strutture. Il sistema si ferma dove comincia la parte più lunga, più costosa e più impegnativa. È inaccettabile».

L’associazione denuncia da tempo l’assenza di strutture adeguate e di fondi pubblici per affrontare queste emergenze. «Ci battiamo da anni per ottenere il minimo: un luogo dove accogliere i cuccioli, un sostegno economico stabile. Non è più tollerabile che il destino di animali abbandonati dipenda esclusivamente dalla buona volontà di singoli cittadini e associazioni di volontariato».

Per i due gattini di Chieti, la storia – per ora – ha preso una piega positiva. Ma è una lotta quotidiana, in salita.

«Siamo felici di aver dato un’opportunità a queste piccole vite – conclude l’Enpa di Chieti– ma non possiamo più restare in silenzio di fronte a un sistema che ci lascia soli. Chi abbandona commette un reato. Ma chi ignora le conseguenze, e lascia tutto sulle spalle del volontariato, è corresponsabile».

Ora i cuccioli sono al sicuro. Ma per salvarli, servono risorse. E volontà politica.

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