Si è aperto oggi il procedimento giudiziario che vede imputato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per la vicenda legata all’uccisione dell’orso M90. Il processo, celebrato con rito abbreviato, è stato rinviato al 18 marzo per consentire alle parti civili di esaminare la documentazione depositata dalla difesa.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), presente in aula attraverso l’avvocato Rosa Rizzi e già seguito dall’avvocato Valentina Stefutti ha promosso l’azione legale insieme ad altre organizzazioni animaliste e ambientaliste. Le parti civili non sono state escluse dal procedimento e sono state tutte ammesse dal giudice.
Nel corso dell’udienza la difesa ha chiesto il rito abbreviato e ha depositato una memoria con diversi documenti, consegnati però solo in formato digitale su chiavetta. Proprio per permettere alle parti civili di analizzare il materiale, il giudice ha deciso di rinviare la discussione al 18 marzo.
L’orso M90 era stato ucciso in modo crudele. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso chiaramente che M90 non fu narcotizzato prima dell’uccisione, nonostante fosse radiocollarato e quindi facilmente rintracciabile. Furono esplosi tre colpi, ma solo due colpirono l’animale, senza peraltro causarne la morte immediata. L’autopsia ha evidenziato che l’orso morì dissanguato per un’emorragia interna dopo una lunga agonia. Inoltre, nessun veterinario era presente, contrariamente a quanto previsto dal PACOBACE.
Determinanti si sono rivelate le puntuali e approfondite consulenze dei professori Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense, e Orlando Paciello, veterinario forense. Nella relazione tecnica depositata agli atti per ENPA, gli esperti hanno chiaramente evidenziato come l’uccisione con proiettili esplodenti di calibro 30.06, senza previa anestesia, abbia causato un’emorragia interna che ha portato alla morte dell’animale dopo prolungate e atroci sofferenze.
«Accogliamo positivamente l’ammissione delle parti civili e il fatto che il procedimento possa proseguire – commenta Enpa –. Continuiamo a confidare nel lavoro della magistratura e attendiamo con rispetto che vengano esaminati tutti gli elementi del caso. L’auspicio è che si possa fare piena chiarezza sulla morte dell’orso M90 e che sia fatta giustizia in modo che episodi come questo non accadano mai più: vicende che distruggono quanto Enpa e tanti cittadini fanno quotidianamente per costruire la convivenza fra la nostra e le altre specie».


