Capaccio Paestum, nuovo blitz contro il bracconaggio. Enpa: salvati cardellini usati come esche vive

Ancora un’operazione contro il bracconaggio nell’area di Capaccio Paestum, dove le Guardie Zoofile dell’Enpa di Salerno, insieme alle Guardie Ambientali dell’Accademia Kronos e ai Carabinieri Forestali, hanno scoperto e smantellato un sofisticato sistema illegale per la cattura di cardellini.

L’intervento, avvenuto a pochi giorni da un precedente sequestro nella stessa zona, ha portato alla denuncia di due persone sorprese mentre erano impegnate nella cattura di piccoli uccelli selvatici all’interno di un uliveto.

Durante il controllo gli operatori hanno rinvenuto una rete a maglie strette azionata a distanza attraverso un complesso sistema di carrucole, corde e picchetti, predisposto per intrappolare i volatili attirati da richiami acustici elettronici. Ma è stato soprattutto il trattamento riservato agli animali utilizzati come esche a colpire le Guardie intervenute.

I bracconieri avevano infatti immobilizzato alcuni cardellini vivi, catturati in precedenza, legandoli ai bastoni con imbracature che ne bloccavano le ali. Gli animali, nel disperato tentativo di liberarsi, si agitavano continuamente attirando altri esemplari che finivano nella rete.

Al momento del blitz erano già stati catturati numerosi cardellini, rinchiusi in piccole gabbie. Tutta l’attrezzatura utilizzata per il bracconaggio è stata posta sotto sequestro, compresi reti, richiami elettronici, diffusori acustici, corde, picchetti e gli strumenti impiegati per predisporre l’impianto di cattura.

I cardellini recuperati presentavano in diversi casi evidenti mutilazioni e lesioni provocate dalle imbracature e dalla tarpatura delle ali. Nessuno degli esemplari risultava identificato con anello. Dopo il sequestro, le Guardie Zoofile dell’ENPA hanno provveduto al loro trasferimento presso il Centro di Recupero Animali Selvatici del Frullone, a Napoli, dove saranno sottoposti alle cure veterinarie necessarie prima di un eventuale ritorno in natura.

«Questa operazione dimostra ancora una volta quanto il bracconaggio sia un fenomeno tutt’altro che marginale e quanto sia importante il lavoro svolto ogni giorno dalle nostre Guardie Zoofile insieme alle forze dell’ordine», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale ENPA. «L’utilizzo di animali vivi come esche, immobilizzati e costretti a dibattersi fino allo stremo per attirare i propri simili, rappresenta una forma di crudeltà intollerabile che alimenta un traffico illecito estremamente redditizio. Dietro ogni cardellino catturato non c’è una tradizione, ma un business costruito sulla sofferenza degli animali e sulla sottrazione di fauna selvatica al patrimonio naturale del nostro Paese.»

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, infatti, i cardellini destinati a essere utilizzati come richiami possono alimentare un mercato illegale che frutta migliaia di euro per gli esemplari più ricercati.

L’Enpa esprime il proprio ringraziamento alle Guardie Zoofile della Sezione di Salerno, alle Guardie Ambientali dell’Accademia Kronos e ai Carabinieri Forestali per il tempestivo intervento, sottolineando come la collaborazione tra volontari specializzati e forze dell’ordine rappresenti uno strumento fondamentale per contrastare i reati contro la fauna selvatica.

«Continueremo a essere presenti sul territorio e a sostenere l’attività delle nostre Guardie Zoofile», conclude D’Angelo. «Ogni intervento che interrompe un’attività di bracconaggio significa salvare animali da sofferenze atroci e difendere la biodiversità. Per questo chiediamo che i controlli vengano ulteriormente rafforzati e che le sanzioni previste per chi si rende responsabile di questi reati siano applicate con il massimo rigore.»

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