Cani in volo? Ma non siano uno specchietto per le allodole: in Senato si vogliono sterminare i selvatici

Mentre in Senato è in corso il più devastante tentativo di deregulation della caccia che si ricordi – e dunque mentre si tenta lo sterminio degli animali selvatici, contro la Costituzione e contro le regole dell’Unione Europea – si prova a distogliere l’attenzione pubblica da questa minaccia gravissima, puntando i riflettori sulla nuova possibilità di portare con sé il cane in aereo.

Noi per primi abbiamo espresso soddisfazione per questa apertura, che permette di avere al fianco anche in viaggio il proprio compagno di vita. Ma questo non può far dimenticare tutto il resto. Gli animali non si dividono in “serie A” e “serie B”: la loro vita è sempre importante, per tutti.

Per questo continuiamo a batterci contro il disegno di legge della Destra che mette a rischio la fauna selvatica, riportandoci indietro di cent’anni: dalla stagione venatoria senza limiti di tempo e di specie, alla cattura degli uccelli con le reti, fino addirittura alla proposta di caccia col silenziatore. Un vero clima di guerra ai selvatici, con il lupo nel mirino in modo particolare. Gravissimo, ad esempio, che in Veneto Forza Italia invochi la sua eradicazione, arrivando a sostenere che “ammazzarne uno è troppo poco”.

Ma lo stesso discorso vale anche per i cani: non esistono cani di serie A e cani di serie B. Ci sono quelli che vivono nelle nostre case come componenti della famiglia, ma anche quelli che languono nei canili in attesa, spesso vana, di un’adozione; i randagi esposti alla fame e a ogni genere di rischio; o ancora i cani da caccia che, finita la stagione, vengono reclusi per mesi in spazi angusti, fino al successivo “esercizio venatorio”.

Negli ultimi decenni la cultura del popolo italiano è profondamente cambiata: oggi è radicata l’esigenza di rispetto e tutela di tutti gli esseri viventi. La politica non tradisca e non ferisca questa sensibilità. Tornare indietro non è un’opzione.

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